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Lapidi aperte al Cimitero di Siracusa, emergono bare e resti umani

Tra le criticità: aree verdi poco curate, mastelli strabordanti di rifiuti, manto stradale spaccato, scale arrugginite, palazzine pericolanti, degrado e incuria

Come se non bastasse il quadro di incuria al Cimitero di Siracusa, già denunciato dai cittadini sui social ma anche sulle pagine dei giornali, adesso a rendere il quadro più sconfortante è il caso delle lapidi distrutte.
Quello eclatante è stato segnalato da un lettore, e cioè un loculo aperto dal quale sembrerebbero emergere resti umani. Un’immagine forte alla quale nel giro di 5 giorni è stato posto rimedio. Situazione analoga poco dopo, sempre al primo cancello, dove da uno spiraglio lasciato aperto del loculo s’intravede una bara usurata dal tempo tanto da essere quasi aperta.
Poco cambia anche al secondo e terzo cancello. Qui le immagini realizzate oggi sono quasi identiche a quelle girate poco prima dell’estate: aree verdi poco curate, mastelli strabordanti di rifiuti, manto stradale spaccato, scale arrugginite, palazzine pericolanti, degrado e incuria.

Lo scorso 14 maggio, replicando alle accuse dell’associazione Gli Angeli, l’allora assessore ai Servizi cimiteriali, Alessandro Schembari, dichiarava: “Si tratta di una fase di passaggio che porterà a un controllo migliore del cimitero di Siracusa, dall’appalto per l’igiene urbana interno a un nuovo impianto idrico”. Per dirla in soldoni, all’epoca si stava cercando di appaltare il servizio di igiene pubblica che, restando scoperto per qualche giorno, aveva creato ancora più sporcizia. Probabilmente sotto questo punto di vista la situazione è leggermente migliorata. Di poco, pochissimo rispetto a quei resti umani che emergono dalla distruzione delle lapidi.


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