La difesa della dignità del lavoro, la lotta alla precarietà, il diritto alla sicurezza e la richiesta di cittadinanza per chi vive e lavora in Italia. Sono questi i pilastri della campagna referendaria della Cgil, che entra nel vivo anche a Siracusa con una serie di iniziative di informazione nei luoghi di lavoro, nei mercati rionali e nelle piazze dei 21 comuni della provincia.
A illustrare le ragioni di questo percorso è stato il segretario generale della Cgil Siracusa, Roberto Alosi, ospite ai microfoni di Siracusa News, che ha spiegato nel dettaglio i cinque quesiti su cui il sindacato chiede di esprimere il proprio sì alle urne l’8 e 9 giugno. “Se il sindacato più rappresentativo del Paese arriva a chiedere un referendum, significa che tutti i canali di dialogo con il governo si sono interrotti – ha detto Alosi –. La nostra non è una battaglia ideologica, ma la risposta necessaria a un confronto che ci è stato sistematicamente negato. I governi nazionale e regionale hanno scelto la strada della disintermediazione, escludendo il sindacato dalle decisioni che riguardano la vita di milioni di lavoratori”.
Nel cuore della campagna referendaria ci sono quattro quesiti che riguardano direttamente il lavoro e un quinto relativo alla cittadinanza. La Cgil chiede di votare sì per eliminare la possibilità di licenziare anche quando il licenziamento è giudicato illegittimo da un tribunale; per estendere le tutele contro i licenziamenti anche ai lavoratori delle piccole imprese, oggi esclusi dalle garanzie previste per le aziende sopra i 15 dipendenti; per ridurre il lavoro precario, cancellando la norma che consente assunzioni a tempo determinato fino a 12 mesi senza causale; per attribuire la responsabilità della sicurezza sul lavoro anche al committente, nei casi di appalti e subappalti, interrompendo quella catena di esternalizzazioni che troppo spesso rende difficile individuare chi debba rispondere in caso di incidenti e infine per ridurre da 10 a 5 anni il tempo necessario a ottenere la cittadinanza italiana per chi vive, lavora e paga le tasse nel nostro Paese.
“Non è possibile che nel 2025 in Italia ci siano ancora milioni di lavoratori precari, poveri pur lavorando, senza tutele e senza la possibilità di progettare il proprio futuro – ha sottolineato Alosi –. E non è possibile che un licenziamento venga considerato legittimo anche quando un giudice ne certifica l’illegittimità”.
Particolarmente sentito il tema della sicurezza sul lavoro, centrale per un territorio come Siracusa, dove la zona industriale continua a registrare criticità e incidenti. Proprio per questo, la Cgil ha scelto di portare la campagna referendaria davanti alle portinerie dell’area industriale, oltre che nei mercati e nei centri cittadini.
“Nessuna transizione ecologica, nessuna politica industriale può essere fatta sulla testa dei lavoratori – ha detto Alosi –. La zona industriale ha una storia di 75 anni alle spalle e, se vuole avere futuro, deve passare per un serio piano di rigenerazione industriale, ambientale e occupazionale. Ma il protagonismo dei lavoratori non può essere escluso da questo processo”.
Tra le richieste avanzate dal sindacato anche quella di introdurre un salario minimo legale, per evitare che si continui a firmare contratti al ribasso, spesso inferiori ai 9 euro l’ora, soglia considerata il minimo per garantire una vita dignitosa. “Non è un attacco alla contrattazione sindacale – ha precisato Alosi –. Al contrario, serve a rafforzarla e ad arginare il fenomeno del lavoro povero che sta dilagando, soprattutto tra giovani e donne”.
L’8 e il 9 giugno sarà necessario raggiungere il 50% più uno degli aventi diritto al voto per rendere valido il referendum. “L’appello che facciamo a tutti, a partire dai lavoratori della zona industriale, è di andare a votare. Per dire sì ai diritti, sì alla dignità del lavoro, sì a un’Italia che mette al centro le persone“, ha concluso il segretario generale. In provincia, la Cgil continuerà il percorso con banchetti informativi, assemblee nei luoghi di lavoro e incontri pubblici, per spiegare le ragioni del referendum e invitare la cittadinanza a fare la propria parte.
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