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L’avvocato Amara ascoltato dal Gip: disposto a collaborare anche con la Procura di Potenza

Amara ha precisato fatti e rapporti con Capristo e Paradiso, come sempre ribadendo la sua collaborazione con la giustizia, che ha fatto in tutte le sedi

L’avvocato Piero Amara è disposto a collaborare anche con la Procura di Potenza. Lo ha confermato oggi durante l’interrogatorio di garanzia davanti al Giudice per le indagini preliminari del tribunale lucano, Antonello Amodeo. Il primo a essere ascoltato dal gip è stato invece il poliziotto Filippo Paradiso, che non ha risposto alle domande in collegamento con il Palazzo di giustizia in videoconferenza dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). L’avvocato Amara, rappresentato da Salvino Mondello e Francesco Montali, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta sull’ex Ilva coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza e nella quale è coinvolto anche l’ex procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo.

I due legali hanno sottolineato che la misura di custodia cautelare in carcere non è in linea con l’atteggiamento collaborativo che Amara ha avuto anche in altra sede. Fulcro del Sistema Siracusa, è stato ritenuto “soggetto attivo della corruzione in atti giudiziari sia a Trani sia a Taranto”, ma oggi ha negato che i rapporti con l’ex procuratore fossero di natura corruttiva e di aver già illustrato la propria posizione a Perugia.

Amara, infatti, ha già patteggiato 3 anni di reclusione a Roma e 1 anno e 2 mesi a Messina ed è ritenuto credibile dai pm capitolini e peloritani, collabora con la Procura di Perugia (da cui è emersa la presunta loggia Ungheria) e ha chiesto di collaborare e patteggiare anche con la Procura di Siracusa, mentre a Milano i Pm lo hanno ritenuto attendibile indicandolo anche come teste nel processo. Tornando a Potenza, l’avvocato Amara ha risposto ampiamente al gip non condividendo l’impianto giuridico dell’ordinanza di custodia cautelare che lo ha rinchiuso in carcere (tre anni dopo il primo arresto di Roma e Messina) e ha chiesto la scarcerazione. Amara ha precisato fatti e rapporti con Capristo e Paradiso, come sempre ribadendo la sua collaborazione con la giustizia, che ha fatto in tutte le sedi.

 


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