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L’avvocato Amara chiede di patteggiare anche a Siracusa. E attende l’affidamento ai Servizi sociali

Amara ha già patteggiato a un anno e 2 mesi in continuazione a Messina e 3 anni a Roma e adesso ha avanzato proposta per 6 mesi, con parere favorevole della Procura aretusea

Dopo tre settimane di carcere a Potenza, l’avvocato Amara (oggi con obbligo di dimora a Roma) sembra pronto a riprendere il discorso dove lo aveva lasciato: collaborazione attiva con le Procure di tutta Italia e patteggiamenti. La proposta ormai pronta da tempo e che sarà avanzata alla prossima udienza sulla vicenda Sai8, al tribunale di Siracusa, vede una pena concordata di 6 mesi. Amara, con il collega legale Attilio Luigi Maria Toscano, deve rispondere in concorso nella bancarotta fraudolenta già contestata agli amministratori di fatto e di diritto della Sai 8 Spa, società che all’epoca era concessionaria del servizio idrico integrato) e la Procura della Repubblica di Siracusa per questo ha chiesto il rinvio a giudizio.

Secondo l’accusa, Amara e Toscano, concorrevano alla fraudolenta distrazione dei beni della Sai 8 spa incassando dalla stessa società somme di denaro, per le prestazioni professionali erogate, ritenute incongrue per eccesso. Amara ha già patteggiato a un anno e 2 mesi in continuazione a Messina e 3 anni a Roma e attende di conoscere la decisione del tribunale di Sorveglianza sulla misura alternativa alla detenzione e l’affidamento in prova ai servizi sociali.

Ieri si è tenuta l’udienza con i giudici che hanno chiesto un supplemento d’istruttoria dopo l’arresto a Potenza. In Basilicata si sono tenuti in queste settimane tre interrogatori: uno davanti al Gip e gli altri davanti ai Pm che conducono le indagini e lo accusano di concorso in corruzione per le interferenze nelle nomine dell’ex procuratore di Trani e Taranto Carlo Maria Capristo. A loro l’avvocato siracusano ha “rimproverato” – se così si può dire – un mancato coordinamento tra Procure, tale da portarlo in carcere per fatti antecedenti alla sua “redenzione” e di cui altri magistrati erano già a conoscenza.

La Procura lucana avrebbe quindi acquisito i verbali già trascritti davanti ad altre autorità giudiziarie e i magistrati pare siano orientati a dare credito all’ex legale esterno di Eni. Amara in questo periodo di detenzione non avrebbe mai smesso di parlare, di fare nomi (il giudice e deputato di Italia Viva Cosimo Ferri e ancora una volta l’ex ministro Luca Lotti) e di ricordare come sia riuscito a modificare il corso degli eventi grazie anche all’intervento di Palamara, vedi il procedimento disciplinare al Csm contro l’ex pm di Siracusa Maurizio Musco, oggi radiato dalla magistratura dopo la condanna confermata in Cassazione. Insomma, Amara è tornato. O forse non se n’è mai andato veramente, ha solo avuto il tempo di ripensare alla strategia.


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