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Le autorizzazioni a Dolce & Gabbana non smettono di far discutere: i dubbi di Ortigia Sostenibile

Il Comitato Ortigia Sostenibile che con una nota inviata al Prefetto e al Questore di Siracusa chiede se nel rilasciare le concessioni siano state vagliate adeguatamente le misure di “security & safety”

Le autorizzazioni rilasciate per l’evento di Dolce & Gabbana non smettono di alimentare dubbi, polemiche e richieste di chiarimenti. L’ultimo, in ordine di tempo a chiedere spiegazioni in merito a quanto avverrà nei prossimi giorni a Siracusa è il Comitato Ortigia Sostenibile che con una nota inviata al Prefetto e al Questore di Siracusa chiede se nel rilasciare le concessioni siano state vagliate adeguatamente le misure di “security & safety”; la valutazione previsionale di impatto acustico in relazione alle certe emissioni sonore e musicali, la densità di affollamento e i relativi varchi di accesso ai siti oggetto delle manifestazioni e i pareri vari di agibilità.

Dal Comitato, inoltre, la richiesta di accedere ai sensi di legge al verbale della Commissione di Vigilanza Pubblici Spettacoli nonché agli eventuali altri atti del procedimento autorizzativo. “Si chiede inoltre – si legge nella nota – che vogliano disporre una mitigazione urgente dei provvedimenti comunali in quanto gli stessi determinano lesione della ordinaria qualità della vita degli utenti e dei residenti, anche in considerazione del fatto che il Comune non ha compensato tali disagi con un’adeguata offerta di pubblico servizio di trasporto a disposizione della cittadinanza”.

Alla Soprintendenza ai Beni Culturali, invece, il Comitato Ortigia Sostenibile chiede “di far conoscere le proprie valutazioni tecnico istruttorie e tutorie sulle installazioni invasive in piazza Duomo e piazza Minerva, con particolare riferimento all’impatto architettonico e paesaggistico ed alla pressione sulla pavimentazione della Piazza delle strutture precarie e dell’eventuale carico, in considerazione dell’insistenza delle stesse per l’intero periodo delle manifestazioni, e allo stesso modo per il castello Maniace e il Teatro Greco, specificando che il Castello Maniace risulterebbe chiuso alla fruizione pubblica per ben otto giorni”.

E ancora, all’Agenzia del Demanio la richiesta di accertare se l’autorizzazione dell’evento in piazza d’Armi coinvolga anche la concessione in atto corrente sul sito, in materia di obbligatorietà della garanzia di continuità della fruizione pubblica. Al Comune di Siracusa, inoltre, viene avanzata la richiesta, “di volere, in autotutela, riformare le richiamate ordinanze dirigenziali in senso più rispettoso dei diritti dei fruitori, utenti e residenti. Di volere garantire il diritto di accesso incondizionato dei cittadini alle piazze e vie della città, inclusi i siti oggetto delle manifestazioni. Di far conoscere se tale enorme ampiezza di suolo pubblico riservato alle manifestazioni ha scontato l’incasso del canone unico patrimoniale, non potendo il patrocinio di per sé solo esentare il privato beneficiario di tale importante onere a suo esclusivo carico”.


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