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L’e-commerce non basta. Appress svela come sopravvivere al presente con i social

La cura dei social non è un “in più” ma è assolutamente necessaria

L’e-commerce per sopravvivere al presente. È un momento difficile per tutti. Per le attività commerciali le saracinesche abbassate per così tanto tempo possono significare due cose: chiusura e arresto della propria attività, con relativa perdita di guadagni. Oppure fermento e nuove idee lavoro per un rinnovamento. Ed ecco quindi che chi ha bisogno di reinventarsi in un momento in cui il mondo sta subendo una rivoluzione drastica, vede nell’e-commerce la soluzione ideale non solo per sopravvivere, ma per fare il salto di qualità. Ma a chi è realmente utile un negozio online?

Alle attività artigianali, che producono un proprio prodotto, non reperibile sul mercato o nella grande distribuzione. In questo caso accorcia le distanze. Alle aziende che già ricevono ordini tramite i social e che possono utilizzare un e-commerce come una vetrina digitale per risparmiare tempo e risorse umane nella gestione degli ordini, tracciamento dei pagamenti ed emissioni di fatture fiscali.

È perfetto per esercizi commerciali come pasticcerie, ristoranti e, perché no, gelaterie. L’e-commerce rende più semplice l’accesso ai prodotti, la scelta, l’organizzazione del trasporto ma soprattutto, rende differenti, più innovativi e accessibili. La percezione dell’efficienza è già di per sé un sinonimo di affidabilità. Aspetto da non sottovalutare. Non è necessaria, invece, per le aziende che vendono prodotti generalisti, che si possono trovare su Amazon, tipo negozi di scarpe o ferramenta per esempio. In quel caso è il rapporto diretto con il cliente la chiave per fare la differenza.

Poi c’è un secondo aspetto: come arrivano i clienti all’e-commerce? Le strade sono differenti: banner pubblicitari su siti, chiamata “display adv “, acquisto chiavi di ricerca, chiamate keywords , su Google Ads e, ultimo mezzo ma non sicuramente per importanza, i social.

“Noi di Appress prediligiamo l’utilizzo dei social network attraverso campagne mirate – spiega Claudia De Luca, account manager di Appress, agenzia di comunicazioneVi è capitato di vedere il simbolo dello shop su una foto su Instagram o un contenuto sponsorizzato su Facebook? Bene. I social permettono di targettizzare il cliente. Se l’imprenditore ha una idea chiara su chi è il suo cliente ben venga, altrimenti lo studiamo noi tramite le metriche che mettono a disposizione le piattaforme social. Una volta studiato il “cliente tipo”, adattiamo le pagine social alle sue esigenze e ai suoi canoni estetici rendendo il prodotto appetibile, unico e “perfetto” per lui. Cerchiamo di creare pubblico, di creare una “community”, di rendervi un’entità percepibile, vera, riconoscibile che proprio per questa natura umana si differenzia dai grandi colossi del commercio online”.

Insomma, la cura dei social non è un “in più” ma è assolutamente necessaria. Le piattaforme social hanno bisogno di essere curate in modo particolareggiato quindi diverso per ogni canale. “Instagram sarà differente rispetto a Facebook che non può e non deve essere uguale a LinkedIn – aggiunge – L’immagine che si dà sui social deve essere coerente ma adattata al luogo digitale nel quale cominciamo a piazzare il nostro prodotto”.

Ci vuole quindi una costante cura dei social e non ci si può improvvisare e pretendere risultati dall’oggi al domani. La strategia – e non l’improvvisazione – porta risultati a medio e lungo termine e nel breve dà sicuramente un’immagine positiva e fresca dell’azienda. “Infine, colleghiamo la piattaforma e-commerce alle pagine Facebook e Instagram così da chiudere una vendita in pochi click – conclude De Luca – ma non è facile vendere su internet. Non è impossibile, certo, ma non è per tutti. Per riuscire ad avere successo nel vasto mondo dell’e-commerce è necessario avere una struttura, un’idea e un concept già solidi e chiari. Ci è capitato di dover rifiutare alcuni clienti poiché l’unica certezza che avevano rispetto all’inizio di un business di questo tipo era la voglia di vendere. Ottimo, questo non deve mancare, ma non può essere l’unico pilastro della propria attività. Noi non facciamo miracoli. Noi aiutiamo attraverso gli strumenti di nostra conoscenza per aprire nuovi canali di vendita che accorciano le distanze tra il cliente e il produttore. Ecco dove si piazza la consulenza e il lavoro di Appress: esattamente a metà strada tra il punto di partenza e il punto di arrivo del vostro business”.


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