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Le Fiamme Gialle di Siracusa arrestano il Sindaco di Capo d’Orlando (Me) per erogazione di contributi europei

“Agrumeti virtuali per intascare milioni reali”: è questo lo scenario scoperto dagli uomini del Comando Provinciale di Siracusa all’esito delle indagini condotte sull’appetitoso business milionario dell’indebita percezione di fondi comunitari che, stavolta, ha anche varcato i confini della provincia aretusea.

Ed eccellenti sono anche i personaggi coinvolti nella vicenda giudiziaria in questione: all’alba di oggi, infatti, la Compagnia di Siracusa ha arrestato Roberto Vincenzo SINDONI, Sindaco di Capo d’Orlando (ME), nella sua veste di rappresentante legale della AGRIDEA di Capo d’Orlando (ME) e Basilio GUGLIOTTA, rappresentante legale della C.A.M., anch’essa di Capo d’Orlando (ME). Di quest’ultima società cooperativa il SINDONI risulta essere amministratore di fatto.

Su ordine dell’Autorità Giudiziaria Siracusana, che ha diretto le indagini, per il primo cittadino della stupenda cittadina messinese si sono aperte le porte del carcere di Siracusa mentre il GUGLIOTTA è stato posto agli arresti domiciliari.

Pesanti i reati ipotizzati a loro carico: “Truffa aggravata in concorso nei confronti della Pubblica Amministrazione per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.

Secondo le Fiamme Gialle siracusane, infatti, dette società, che si occupano di raccolta e conferimento alle industrie di prodotti agricoli, avrebbero ottenuto dall’AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) l’indebita erogazione di contributi FEOGA (Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia) per oltre un milione di euro, reiterando peraltro il medesimo meccanismo di frode acclarato proprio dai finanzieri aretusei nel corso di una precedente indagine svolta nel 2008, indagine che aveva visto contestare al SINDONI il delitto di associazione per delinquere, in concorso con altre otto persone.

Anche in questo caso, risulta difatti dichiarata fraudolentemente la disponibilità di terreni coltivati ad agrumi e la relativa produzione fittizia di arance e limoni.

Le indagini abilmente condotte dalla Fiamme Gialle hanno permesso di appurare che gran parte dei terreni erano, invece, improduttivi o di proprietà e nella disponibilità di soggetti diversi, che non avevano stipulato alcun contratto di locazione con le cooperative percettrici dei fondi pubblici.

Inoltre, le quantità di agrumi dichiarate sono risultate non congrue rispetto alle dimensioni degli agrumeti ed alla capacità produttiva degli stessi.

I contributi indebitamente percepiti ammontano a circa 1 milione di Euro e sono stati percepiti fino al mese di giugno del 2009.

Diverse le provincie interessate al particolare fenomeno truffaldino: oltre a quella aretusea, infatti, le società coinvolte hanno operato anche in territorio catanese e messinese, forse proprio per creare ulteriori steps strutturali tali da rendere ancor più difficile il controllo da parte degli organi preposti.

Le 2 cooperative ed a una terza (l’UPEA sempre di Capo d’Orlando e che vede anch’essa il SINDONI quale amministratore di fatto), anch’essa coinvolta nella vicenda, sono state altresì escluse da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi, hanno ricevuto la revoca di quelli già concessi nonché è stato loro imposto il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, sanzioni previste dalla normativa sulla responsabilità amministrative della società.

Ma le indagini degli uomini del Comando Provinciale di Siracusa proseguono a ritmo serrato per individuare ulteriori anelli della catena di frode che, allo stato, non si esclude possa riguardare un contesto molto più ampio e rivelare nuovi aspetti interessanti sotto il profilo investigativo.


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