Il cortometraggio intitolato “Diventare donna”, degli studenti dell’istituto superiore “Orso Mario Corbino”, è risultato vincitore del progetto “Educare alla legalità” concluso stamattina nell’auditorium del “Luigi Einaudi”. Il progetto rientra nel Piano dell’offerta formativa proposto ogni anno dal Comune di Siracusa e realizzato assieme alle scuole cittadine.
Il tema della parità di genere è stato uno di quelli tratti in questi mesi nel corso degli incontri con relatori che si occupano di cultura della legalità. Al termine, ciascuna scuola aderente ha realizzato un audiovisivo. I lavori sono stati sottoposti a una giuria composta dai giornalisti Aldo Mantineo e Carmelo Randazzo, nella veste di esperti, e dai rappresentanti del Comune e dei partner del progetto: la sezione di Siracusa dell’Associazione nazionale magistrati, l’Ordine degli avvocati e il Rotary Club Siracusa-Monti Climiti. Stamattina c‘è stata la proclamazione dei vincitori, che ha visto tre istituti comprensivi classificati al secondo e al terzo posto: il Brancati, che ha presentato il corto “Streghe che non lo erano”, ed, ex aequo, il Costanzo con “Rita Atria, vittima di mafia” e il Giaracà con “Like per il dolore”.
All’evento, sono interveniti il vice sindaco Edy Bandiera (che è anche assessore all’Istruzione e diritto allo studio, Marco Dragonetti, vice presidente della sezione dell’Anm di Siracusa, Alessandra Formisano, vice presidente dell’’Ordine degli avvocati, e Salvo Assenza presidente Rotary Club Siracusa-Monti climiti,.
“Educare alla legalità” è stato realizzato dal Comune (attraverso gli assessorati all’Istruzione e diritto allo studio e alla Legalità) con il coordinamento da funzionario dell’Ufficio di gabinetto Giuseppe Prestifilippo.
In tutto hanno partecipato 4 istituti superiori e 5 Comprensivi. Oltre ai quattro premiati, l’Einaudi ha presentato “L’ultimo tiro”; il Gargallo, “Dove eravamo rimasti…”; il Rizza–Insolera, “L’alcol non è l’amico in più della festa”; il Wojtyla-Chindemi”, “Le dipendenze, se ci conosci…ci eviti”; l’Archimede, “Allo specchio”.
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