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Le “Trappole” di Siracusa

Un mare che “brilla” senza eguali, un sole che splende luminoso per quasi tutto l’anno e quella roccia bianca tipicamente aretusea riflette un bagliore singolare da accecare lo sguardo incantato di chiunque.
Una bellezza radiosa che è parte del patrimonio artistico e culturale della città. Città fascinosa ed apprezzata, testimone l’esplosivo flusso di turisti che, soprattutto in questo periodo, ha “mandato in tilt” albergatori e ristoratori, ogni giorno alle prese con centinaia di clienti da soddisfare nel migliore dei modi.
Ma pare che a Siracusa “non tutto è oro quel che luccica”!

Un “appeal” irresistibile che decade non appena si volge verso il basso quello stesso sguardo incantato.
Buche e tombini dissestati
continuano a far da tappeto sulle strade della città.
Circolare in auto o in motorino sta diventando per i guidatori un percorso ad ostacoli, ma la viabilità si fa disagevole pure per i pedoni che, se non prestano particolare attenzione a dove mettere i piedi, “sprofondano” nei “meandri” di un asfalto abbondantemente dissestato.
I “crateri” di Siracusa aumentano a vista d’occhio e il disagio è ormai eccessivo. Sparse a casaccio o concentrate in vie ben precise della città, di fatto, le terribili fosse si ritrovano un po’ ovunque.

Non si può non notarle, ad esempio, in via Arsenale, dove le “trappole” colpiscono tutti coloro che, volgendo inevitabilmente gli occhi verso quell’acceso azzurro del mare, in quella strada dal manto particolarmente difforme, sobbalzano sistematicamente ad ogni metro. Aumentando il rischio di incidenti, ancor più lì, dove lo spazio è piuttosto stretto e il transito è a doppio senso di circolazione.

Ortigia, deturpata da questi dettagli non trascurabili, presenta una grave pecca, quando, oltrepassando la Porta Marina, esibisce degli sproporzionati avvallamenti in prossimità della ringhiera che affaccia sulla magnifica vista panoramica.

E quando si danneggia l’automobile, si fora una gomma o peggio, si cade con il ciclomotore a causa del manto stradale fuori norma, la prassi risulta essere quella di chiedere risarcimento al comune tramite vie legali. Iter, questo, che spesso finisce per tutelare il cittadino a discapito dell’amministrazione comunale. Ma il tutto ricade sempre sulle nostre tasche aumentando le tasse o facendo trovare allo stesso Ente Comunale nuove forme di gettito per coprire le spese legali e risarcimenti per incidenti stradali. Un circolo vizzioso che trova tutti perdenti.

Speriamo almeno che entro i prossimi mesi possano essere effettuati degli interventi di ripristino della rete stradale urbana, specialmente nelle vie maggiormente transitate, anche in vista delle prossime piogge invernali che, altrimenti, creeranno profonde e numerose pozze d’acqua che nasconderanno coprendoli, dei veri e propri crateri.
 


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