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Legambiente dopo il ricorso al Tar contro Elemata: “ingiustificato il ritardo nell’istituzione della riserva alla Pillirina”

"L’idea di realizzare un “residence” a Punta della Mola praticamente sulla battigia, in uno dei luoghi più belli della nostra costa, trasformando in abitazioni dei ruderi costruiti per scopi militari più di 80 anni fa, è una follia anacronistica".

“L’idea di realizzare un “residence” a Punta della Mola praticamente sulla battigia, in uno dei luoghi più belli della nostra costa, trasformando in abitazioni dei ruderi costruiti per scopi militari più di 80 anni fa, è una follia anacronistica”. Per questo motivo, con ricorso al Tar di Catania notificato il 26 luglio, Legambiente Sicilia ha impugnato l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Soprintendenza di Siracusa per il restauro e il consolidamento dei fabbricati di Punta alla Mola alla società Elemata Maddalena, proprietaria dell’area, con l’intento, stavolta, di farne delle abitazioni. Dalla lettura della relazione tecnica illustrativa allegata dal progettista, si ricava che obiettivo della ditta proprietaria è ripristinare “per alcuni di questi fabbricati l’uso abitativo esercitato sino agli anni ’60, interrotto dalla mancanza di manutenzione e di adeguamento alle norme igienico sanitarie vigenti”.

“Peccato che quei fabbricati erano opere militari e non abitazioni – si legge in una nota firmata dall’associazione ambientalista – Leggiamo anche che Punta della Mola, ricco di testimonianze archeologiche e storiche e stretto in un legame indissolubile per la sua bellezza con l’Isola di Ortigia che gli sta di fronte, sarebbe un’“enclave di discariche varie”. In verità nell’area non è mai esistito alcun “caseggiato”, né alcun “complesso abitativo esistente” e l’unica “enclave di discariche varie” è costituita proprio e solo dai ruderi diruti e pericolanti acquistati dalla società che è responsabile da almeno 12 anni dello stato di abbandono”.

I manufatti oggetto dell’autorizzazione impugnata, sono opere militari costruite in tempo di guerra, destinate alla difesa nazionale e per questo realizzate praticamente sul mare in deroga alle norme già allora vigenti. Furono abbandonate il 10 luglio del ’43 e non sono mai state abitate. “Ma la Sovrintendenza pensa che invece oggi possano diventare abitazioni private. Stupisce che nel corso dell’istruttoria, la Soprintendenza non abbia svolto alcun accertamento sull’uso pregresso dei fabbricati, accontentandosi della dichiarazione della società, implicitamente assentendo una destinazione d’uso abitativo residenziale che tali ruderi non hanno mai avuto – ancora Legambiente – Per almeno due volte, in passato, la Sovrintendenza aveva dato parere negativo alla violazione di quelle aree, oggi, invece, autorizza, probabilmente per la dichiarazione della Società di non voler destinare più tali fabbricati all’uso turistico-alberghiero o ricettivo bensì a quello abitativo. Inoltre, la stessa Soprintendenza, ha completamente omesso ogni valutazione in ordine alla compatibilità tra le opere per le quali la società proprietaria ha chiesto l’autorizzazione paesaggistica e le misure di conservazione e tutela previste dal richiamato Piano di Gestione del Sic. Men che meno la Sovrintendenza ha ricordato che quell’area è una Riserva Naturale in via di istituzione. Contro l’ennesimo tentativo di cementificazione, le istituzioni regionali non stiano più ferme: è ora di completare definitivamente l’iter istitutivo della riserva della Pillirina, per quale ci battiamo da anni. Tutte le scelte di indirizzo politico e amministrativo, a livello comunale e regionale sono state compiute, l’inserimento della riserva nel Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve è valido e vigente, così come il Piano Paesaggistico (oggi addirittura è vigente quello definitivamente approvato): la Regione proceda subito con la redazione del regolamento di riserva e all’emissione del decreto di istituzione. Il sindaco di Siracusa chieda con forza la definitiva istituzione della riserva. Solo così si potrà dare una prospettiva di tutela, fruizione e sviluppo realmente sostenibile a un’area di impareggiabile bellezza.


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