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Lentini dice no all’ampliamento della discarica di Grotte San Giorgio

Un "no" supportato dalle parole contenute nelle carte del processo "Mazzetta Sicula" in cui viene descritto un territorio inquinato e non più in grado di sopportare ulteriori rifiuti

No all’ampliamento della discarica di Grotte San Giorgio. Un “no” atteso e arrivato puntuale durante la prima Conferenza dei servizi al Dipartimento Ambiente della Regione per il rilascio dei pareri. Un “no” supportato dalle parole contenute nelle carte del processo “Mazzetta Sicula” (prossima udienza il 26 marzo) in cui viene descritto un territorio inquinato e non più in grado di sopportare ulteriori rifiuti. Sono otto peraltro le richieste di costituzione parte civile nell’ambito del processo “Mazzetta Sicula” che hanno caratterizzato l’udienza sulla richiesta di rinvio a giudizio a carico dei titolari della discarica di Grotte San Giorgio Sicula Trasporti, Antonino e Salvatore Leonardi. Oltre ai comuni di Lentini e Carlentini anche il Libero Consorzio di Siracusa, Arpa, Legambiente e altre tre associazioni ambientaliste Nogra, Rangers d’Italia e Eps.

“Il Comune di Lentinti dovrebbe essere padrone di casa e decidere quasi in autonomia ma invece viene invitato quasi come ospite mentre altri, vedi la Regione, decideranno al posto nostro – dice il sindaco Saverio Bosco – al mio fianco anche i colleghi di Carlentini, Giuseppe Stefio e di Francofonte, Daniele Lentini. Idealmente e concretamente. Nonostante i gravi fatti giudiziari che hanno portato all’arresto dei proprietari della discarica, la volontà del privato è ancora oggi quella di proseguire e ampliare, volontà che non viene stoppata da Palermo. Il nostro no sarà sempre tale perché questo territorio ha già dato e non permetterà ulteriori ampliamenti nella filiera dei rifiuti e nuove discariche. Noi puntiamo su uno sviluppo economico da altre fonti, rinnovabili. Basta con i rifiuti”.

Sicula Trasporti Srl ha presentato un progetto di ampliamento della discarica di Grotte che ne raddoppierebbe la capacità di abbancamento, portandola da 4.291.511, attualmente autorizzati, a 8.842.561 mc. La superficie passerebbe dai circa 1,2 kmq attuali ai 2,4 giustificandola con la necessità di evitare la saturazione. Sul tema si è già registrato il no anche dei 5 Stelle, ma la necessità della Regione di avere discariche in cui conferire rifiuti indifferenziati – stante la carenza di alternative – complica la situazione.


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