Il “mercato del falso”, purtroppo, sembra non conoscere crisi o flessioni ed il business che gira attorno ad esso è lucrosissimo, riempiendo di denaro le tasche di tutti quei soggetti che, con ruoli diversi, operano nel settore.
Enormi sono gli squilibri che il fenomeno porta con sé e che danneggia il mercato, l’economia nel suo complesso e la collettività: evasione fiscale e contributiva, riciclaggio, sfruttamento dell’immigrazione clandestina e del “lavoro nero” che, in alcuni casi, è a limite della schiavitù.
In tale contesto, la Fiamme Gialle aretusee hanno intensificato in tutta la provincia i controlli non solo nei mercati ambulanti, luoghi in cui, sovente, è più facile trovare merce con fattezze molto simili a quelle “griffate” e con prezzi decisamente più bassi e quindi più “appetibili”, ma anche nelle vie dei centri cittadini nonché, in qualche caso, anche presso negozi o centri commerciali.
In tale contesto, nelle ultime ore, i finanzieri della Tenenza di Lentini hanno condotto una serie di interventi nell’area nord della provincia, a tutela della legalità e della sicurezza dei consumatori.
Nel corso delle operazioni di servizio è stato individuato nel centro cittadino di Lentini un soggetto extracomunitario, di nazionalità senegalese, intento alla vendita di un centinaio di pezzi di merce contraffatta, ma la contestuale immediata attività investigativa consentiva di risalire all’esistenza in Catania – nelle immediate vicinanze della zona portuale – di un vero e proprio deposito, in cui erano stoccati circa 8.000 pezzi contraffatti, tra etichette, orologi, cinture, occhiali e borse di note “Griffe” della moda, tra i quali Alviero Martini, 1° Classe, Prada, Blauer, Moncler, Belstaff, Lacoste, Gucci , Dolce e Gabbana, Valentino, ecc… ).
L’immobile in questione, come è stato accertato dalle Fiamme Gialle di Lentini, coadiuvate, nell’occasione, dai Baschi Verdi di Catania, era nelle disponibilità di un altro cittadino extracomunitario, anch’esso di nazionalità senegalese, che è stato denunziato all’Autorità Giudiziaria competente.
Peraltro, uno dei due cittadini extracomunitari, essendo privo del permesso di soggiorno, è stato denunciato anche per violazione della Legge sull’immigrazione e sono state avviate le pratiche per l’espulsione dal territorio nazionale.
“L’importanza di tale scoperta – commenta il Comandante Provinciale – non riguarda solo la considerevole mole di prodotti contraffatti rinvenuti, ma soprattutto il ritrovamento di etichette già predisposte di note marche di moda, circostanza che porta a ritenere che esistano più canali di approvvigionamento della merce contraffatta che, all’occorrenza, viene reperita in altri diversi siti di stoccaggio e “assemblata” in maniera assolutamente professionale per essere messa in vendita non solo attraverso il fenomeno dei cd “ambulanti” ma, non si può escludere, anche in canali “ufficiali”, spesso mediante la copertura di fatture false onde giustificare la legittima provenienza della merce stessa.
Tutta la merce rinvenuta, infatti, comprese le etichette pronte ad essere applicate ai prodotti contraffatti, era di ottima fattura ed avrebbe potuto ragionevolmente “ingannare” anche i più attenti consumatori, se posta in vendita presso canali commerciali autorizzati a prezzi coerenti con quelli originali. Certamente, qualora proposti mediante vendita ambulante, anche in ragione del prezzo, non avrebbero potuto esserci dubbi circa la provenienza illegittima della merce.
E’ questo solo uno degli esempi con cui il mercato, nello specifico settore, viene “inquinato”, creando non solo una concorrenza sleale e favorendo illeciti arricchimenti di operatori senza scrupoli, ma sferrando, altresì, duri colpi all’economia sana, già profondamente segnata da un momento congiunturale non favorevole.
In ultimo, ma non per questo meno importante, è giusto ricordare che tutti questi prodotti, anche alla luce della loro qualità nonché della loro sconosciuta origine, sono intrinsecamente pericolosi, non essendo conformi agli standard comunitari di sicurezza.”.
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