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Lentini, l’ex sindaco Lo Faro ricorre al Tar contro la sfiducia: “Delibera viziata, ora decideranno i giudici”

Nel ricorso vengono contestati anche i decreti con cui la Regione ha disposto l’inserimento del Comune di Lentini nel turno elettorale del prossimo 24 maggio e la nomina del commissario straordinario

Il sindaco di Lentini, Rosario Lo Faro

Mentre a Lentini la campagna elettorale entra nel vivo, proprio oggi si apre un nuovo fronte giudiziario dopo la sfiducia votata in Consiglio comunale. L’ex sindaco Rosario Lo Faro ha infatti notificato ricorso al TAR Catania impugnando la delibera consiliare che ha sancito la sua decadenza, insieme ai successivi provvedimenti regionali.

Nel ricorso vengono contestati anche i decreti con cui la Regione ha disposto l’inserimento del Comune di Lentini nel turno elettorale del prossimo 24 maggio e la nomina del commissario straordinario. Secondo Lo Faro, le criticità erano emerse già durante la seduta consiliare. “Erano state chiaramente segnalate irregolarità gravi, idonee a incidere sulla validità della seduta e dei deliberati”, sostiene l’ex primo cittadino.

Nonostante i rilievi, il Consiglio avrebbe comunque deciso di procedere alla votazione della mozione di sfiducia. Un passaggio che Lo Faro definisce consapevole. “Si è scelto deliberatamente di andare avanti, pur sapendo che l’atto poteva essere impugnato”.

Determinante, nella ricostruzione dell’ex primo cittadino di Lentini, anche il parere del Segretario generale che – interpellato durante la seduta – avrebbe evidenziato il rischio di impugnazione. Un parere però ritenuto non vincolante dall’aula. Nel mirino dell’ex sindaco anche le modalità e i tempi della procedura. Secondo Lo Faro, esisteva un’alternativa “semplice e corretta”: eleggere il presidente del Consiglio e procedere poi con una convocazione regolare.

Non vi era alcuna urgenza – evidenzia l’ex sindaco – la mozione sarebbe scaduta il 1° aprile, lasciando ancora oltre venti giorni utili”. Da qui l’accusa politica e istituzionale. “Non è stato un incidente, ma una scelta precisa, portata avanti ignorando i rilievi sollevati”.

La vicenda passa adesso nelle mani dei giudici amministrativi, chiamati a valutare la legittimità degli atti impugnati e l’intero iter che ha portato alla sfiducia. “Sto esercitando un diritto – chiarisce Lo Faro – nella direzione indicata in aula, proprio per evitare tutto questo. Quando si mettono da parte le regole non si colpisce una persona, ma si espone un’intera città”.

In attesa della pronuncia del Tar, resta aperto un contenzioso che potrebbe avere effetti rilevanti anche sul futuro amministrativo del Comune.


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