Riceviamo e pubblichiamo una piccola riflessione sull’abitare in Ortigia in estate e le sfide che questo comporta. Alla riflessione, scritta da una residente del centro storico, allegato anche un video girato a mezzanotte del 20 giugno scorso. Ma potrebbe essere replicato tutti i fine settimana e quasi l’intero mese di agosto. Ecco la lettera, firmata:
“Nel mondo, e in particolare a Siracusa, ci sono due categorie di persone. Quelli che “Oh-mio-Dio che sogno vivi in Ortigia” da una parte, e quelli che “Oh-mio-Dio ma come fai a vivere in Ortigia?! dall’altra. Nel mezzo, io che Ortigia la amo così tanto da perdonarle anche gli scherzetti che mi riserva, soprattutto durante l’affollata stagione estiva. Perché alla fine cosa volete che sia, essere svegliati in piena notte dal suono di clacson impazziti perché una decina di automobilisti ottimisti blocca l’unica strada di accesso alla parte ovest dell’isola nella speranza che nel giro di pochi minuti il parcheggio più piccolo e più affollato di Ortigia venga prontamente abbandonato dai suoi fruitori per far largo ai nuovi avventori?
L’energia sprigionata da questo concerto notturno vi indurrebbe addirittura a pensare che il suono insistente dei clacson possa:
a) incitare i visitatori ad affrettarsi verso le macchine regolarmente parcheggiate, e liberare con prontezza uno dei 50 stalli (appena) disponibili per far spazio ai nuovi avventori;
b) sollecitare gli ottimisti automobilisti in fila ad abbandonare l’impresa e lasciare l’isola alla ricerca di un parcheggio sulla lontana e rinomatamente insidiosa terraferma;
c) risultare soave e tenue alle orecchie di chi vive in prossimità del parcheggio, e ne venga dolcemente risvegliato in compagnia di colorite e poco gentili imprecazioni.
Naturalmente Ortigia è una zona a traffico limitato, il cui accesso oltre una certa ora è ristretto, ma questo lo sappiamo tutti, no?
In Ortigia il traffico è così limitato che un residente di ritorno a casa dopo una giornata di lavoro (non tutti quelli che vivono in Ortigia lavorano in Ortigia) si limita a cercare parcheggio in lungo e in largo su tutta l’isola per soli 30 minuti. Al termine di questi, l’incauto residente decide – ingenuamente – di parcheggiare temporaneamente l’auto in una zona non ufficialmente adibita a parcheggio, per rientrare – finalmente! – a casa e consumare la cena che nel frattempo si è del tutto raffreddata. Al termine della stessa, quando l’incauto nonché ingenuo residente tornerà a spostare la macchina confidando in una poderosa botta di c**o che gli consenta di trovare un parcheggio entro i successivi 30 minuti, egli scoprirà che nel frattempo, come la Legge di Murphy ineluttabilmente prevede, la sua autovettura sarà stata multata da uno zelantissimo vigile urbano il quale non si sarà nemmeno chiesto se tutte le multe che ha già fatto alle 3.525.147 autovetture abusivamente in sosta nei parcheggi riservati ai residenti siano il motivo per cui l’incauto residente abbia scelto di parcheggiare la propria autovettura altrove.
Siamo proprio sicuri che di limitato in Ortigia ci sia solo il traffico? Che sogno vivere in Ortigia, dove il tempo sembra quasi dilatarsi ma aspetta oh ci ho messo davvero 20 minuti a percorrere appena 500 metri in macchina per rientrare a casa! Che sogno vivere in Ortigia, dove il divieto di accesso è spesso liberamente interpretato dai guidatori di motorini come una sfida, nel tentativo – ben riuscito – di eludere il famoso varco Ztl e dove i marciapiedi si trasformano nelle nuove corsie di emergenza sulle quali sfrecciare. Che sogno vivere in Ortigia, sì. Ma io non vedo l’ora di svegliarmi.
Una residente di Ortigia”.
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