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L’INDA e i Suoi Conti Aperti

Chiuso il sipario sulle rappresentazioni classiche a Siracusa. Grande squillo di trombe, strepitoso successo di pubblico e soprattutto di incassi, che hanno consentito all’INDA (Istituto Nazionale Dramma Antico) di risanare i bilanci in rosso delle gestioni precedenti, resta ancora aperta la questione sollevata da un gruppo di lavoratori siracusani, che alla data odierna non hanno ancora percepito quanto spettante loro, ma solo un semplice acconto.

È stato verificato, infatti, che l’INDA non ha ancora proceduto al pagamento di una parte consistente del salario dei lavoratori delle appena concluse rappresentazioni classiche.

Pare che i lavoratori non siracusani siano ripartiti per le loro destinazioni con il “gruzzolo di moneta” guadagnata nei mesi di attività teatrale, ma i padroni di casa no. Tecnici e maschere di “casa nostra” dopo il loro lavoro prestato per l’INDA, non hanno ancora ricevuto il saldo.

Restano ancora da pagare circa 150.000 euro per i 120 lavoratori che hanno contribuito con la loro professionalità al buon risultato delle rappresentazioni teatrali.

“Risanare i bilanci è un giusto principio economico – afferma la CGIL – ma tale obiettivo non può essere raggiunto sacrificando i diritti sacrosanti dei lavoratori, nonostante i cospicui contributi pubblici e privati che l’INDA riceve dalla Regione e dallo Stato ed i sostanziosi incassi, determinati anche dall’aumento del biglietto”.

“Non è tempo di continuare a prendere in giro i lavoratori – dice il Segretario provinciale Enrico Tamburella – e, soprattutto, non ci si può vantare di avere risanato i bilanci ancor prima di saldare i conti con i lavoratori che hanno svolto, con grandi sacrifici, la loro attività professionale”.

Da parte del Soprintendente dell’INDA è arrivata voce sulla certezza del saldo dei pagamenti entro la fine di questo mese, cioè entro soli 7 giorni , dopo un incontro specifico con i rappresentanti CGIL.

“Se l’INDA non pagherà, come promesso, entro luglio attiveremo i nostri uffici legali. Metteremo a disposizione dei lavoratori il nostro ufficio vertenze per chiedere formalmente il pagamento delle spettanze economiche”.
 


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