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Lirica italiana ed europea per l’apertura della stagione Asam, nel Teatro Comunale di Siracusa

Con la Sinfonia da Norma, in apertura, le note di Vincenzo Bellini, dopo molti anni, hanno riecheggiato tra la platea e i palchi dello splendido teatro siracusano

Si è aperta con un Galà lirico la sessantesima Stagione concertistica dell’Asam. Applausi a scena aperta, domenica sera al Teatro Comunale di Siracusa, per l’Orchestra da camera Orfeo diretta da Domenico Famà. In un concerto tutto dedicato al Melodramma italiano ed europeo, il soprano Giulia Mazzara e il baritono Gianni Giuga sono stati i solisti di una serata memorabile dedicata ai maestri dell’Opera. Con la Sinfonia da Norma, in apertura, le note di Vincenzo Bellini, dopo molti anni, hanno riecheggiato tra la platea e i palchi dello splendido teatro siracusano, saturando di soavi note la volta pittorica del Mancinelli e i parapetti del Nicolini.

Come squilli di tromba, nelle fedeli riduzioni operate dagli stessi musicisti dell’Orchestra da Camera, gli accordi iniziali dell’Overture hanno scandito il carattere austero e maestoso della pagina belliniana, volgendo appresso verso i più tenui abbellimenti dell’opera. A seguire, l’aria belcantistica forse più celebre in assoluto, Casta Diva, è stata intonata a mezza voce dal soprano siracusano Giulia Mazzara, nei tratti più intimi della preghiera che la sacerdotessa gallica eleva alla luna, dinnanzi al desiderio dei Galli di ribellarsi al giogo romano. Gianni Giuga fa il suo ingresso con la cavatina Se vuol ballare Signor Contino, un’aria per basso tratta dal primo atto dell’opera Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart. Voce tornita, condotta scenica sciolta e sicura, ha mostrato il cantante siracusano nell’aria in cui Figaro scopre e rivela gli stratagemmi del conte per esercitare lo ius primae noctis e dormire con Susanna, prima della consumazione del loro matrimonio.

Così, Giuga, ha scelto di interpretare, con drammatica ironia, un tratto che può anche essere letto come un attacco politico alla nobiltà detentrice del potere del tempo, tre anni prima della Rivoluzione francese. Continuano le cavatine con Una voce poco fa, nella quale Mazzara veste i panni di Rosina, innamorata di Lindoro, di cui ha udito una serenata nella quale il giovane dichiara il proprio amore. Dello stesso Rossini, nella seconda parte del programma, dopo una magnifica esecuzione del primo Divertimento per archi di Mozart, il celeberrimo Largo al factotum ha strappato lunghissimi applausi per il baritono che, con appropriata condotta buffa e teatralizzata, ha interpretato la cavatina virtuosistica densa di sillabazioni brevi che hanno valorizzato il brano di bravura perfettamente eseguito da Giuga.

Tra le pagine strumentali, due magnifici intermezzi sinfonici, Méditation dall’opera Thaïs del compositore francese Jules Massenet e, fuori programma, Cavalleria rusticana, intensa, lirica e vibrante pagina verista di Mascagni. Chiaro e pulito il gesto di Domenico Famà, direttore d’orchestra di talento che ha già in attivo diverse produzioni discografiche internazionali con gli Orfeo e scritture con il Teatro Bellini di Catania. Il giovane direttore, nel finale, ha ringraziato il direttore artistico dell’Asam, Corrado Genovese, manifestando la propria gioia ad esibirsi per la prima volta nel Teatro Comunale di Siracusa. Lo spettacolo è stato anche replicato a Floridia, nella gremita Sala Concerti degli Amici della Musica, in via Roma.


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