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Lo sportello legale a Priolo. L’Ordine degli Avvocati: “ritirare la delibera”

L'Ordine sottolinea come la delibera di Giunta sia stata adottata in violazione di legge, che prevede eventuali convenzioni tra Coa e Comuni per stabilire le regole per svolgere attività di consulenza gratuita nel rispetto di norme e doveri deontologici anche attraverso l'istituzione di appositi sportelli

Revocare la delibera di istituzione dello sportello legale a Priolo. Il Consiglio provinciale dell’Ordine degli Avvocati di Siracusa ha scritto al sindaco Pippo Gianni invitandolo a ritirare il progetto presentato dagli avvocati Marzia Scalora e Manuela Mannisi impegnando 34 mila euro per un anno. L’obiettivo, come riferito da SiracusaNews lo scorso maggio, era quello di istituire lo sportello gratuito in grado di fornire informazioni sugli adempimenti per instaurare una causa, sugli strumenti alternativi alla soluzione delle controversie, sui costi e i tempi della giustizia, sulla difesa d’ufficio e il patrocinio a spese dello Stato su problematiche esterne alle competenze comunali.

Ma questa scelta aveva fatto storcere il naso ad alcuni avvocati (prima firmataria Maria Spurio) che per primi avevano presentato istanza di immediata revoca in autotutela della delibera di Giunta. Secondo i professionisti, l’istituzione dello sportello sarebbe contro legge per via dell’illegittimità dell’esborso economico a carico del Comune non rientrando questo, peraltro, tra gli obblighi istituzionali. E inoltre la somma prevista dall’ente non è chiaramente quantificata parlando dell’organizzazione di un’attività da farsi rientrare a pieno titolo nella nozione ampia di consulenza legale. “Non è chiaro – sottolinea l’avvocato Spurio – perché l’ente non abbia ritenuto di procedere attraverso la convenzione con l’Ordine, con il quale non risulta documentata alcuna interlocuzione”.

E infatti proprio l’Ordine – con il presidente Carmelo Greco e il segretario Angela Giunta – sottolinea come la delibera di Giunta sia stata adottata in violazione di legge, che prevede eventuali convenzioni tra Coa e Comuni per stabilire le regole per svolgere attività di consulenza gratuita nel rispetto di norme e doveri deontologici anche attraverso l’istituzione di appositi sportelli.

I due avvocati, Scalora e Mannisi, avrebbero dovuto supportare gli operatori del servizio sociale su questioni inerenti i minori e potranno orientare i cittadini sul diritto di famiglia, alla salute, allo studio, tributario e sul reddito di cittadinanza. Ma non è questo il metodo, evidentemente, e il Comune ha fermato l’iter.


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