Maltempo in provincia di Siracusa, sopralluogo di Nello Musumeci: “Intervento immediato alle infrastrutture”

E’ partita la conta dei danni dalla città in cui è morto l’agente di polizia penitenziaria, Giuseppe Cappello

Il sudest è in ginocchio, dopo una terrificante nottata di nubifragio. Il bilancio è disastro: un morto, più di 30 persone salvate, strade franate, strutture allagate, produzioni agricole distrutte. Venerdì 25 ottobre è stato uno dei giorni più funesti per il sudest siciliano nel 2019. È partita la conta dei danni da parte del Governo regionale, anche se ci vorrà del tempo.

Ieri stesso il presidente della Regione, Nello Musumeci e l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera hanno effettuato un sopralluogo nel sudest travolto dal maltempo, partendo proprio dalla città in cui è morto l’agente di polizia penitenziaria, Giuseppe Cappello. C’erano anche i rappresentanti provinciali delle forze dell’ordine, il questore Gabriella Ioppolo, il colonnello dei carabinieri Giovanni Tamborrino e il colonnello della guardia di finanza, Luca De Simone, i tecnici dell’ispettorato dell’Agricoltura, della Protezione civile e gli amministratori di Rosolini.

Una nottata disastrosa – ha dichiarato il presidente Musumeci – bisogna subito capire cosa è accaduto. Per noi la tutela del territorio è una priorità, stiamo cercando di recuperare decenni di superficialità”. Nello Musumeci ha garantito immediato intervento sul ripristino delle infrastrutture. “Ce ne occuperemo noi – ha continuato il presidente – senza attendere provvedimenti da Roma, tranne  per quelle ferroviarie. Per i danni ai privati dovrà essere il Governo nazionale a gestire l’emergenza”.

La Protezione civile ha lavorato tutta la notte, ed è già stato individuato un intervento immediato da fare a Rosolini. “Bisogna allargare il ponte di via Orsi – ha sottolineato Nello Musumeci – perché diventa un imbuto rispetto alle acque che scendono dalla zona modicana. A Rosolini c’è l’esigenza di dovere creare un alveo nel torrente che parte dalla Cava e che assorbe le acque del modicano, insufficiente a poterle accogliere. Siamo ancora nelle fase immediatamente successiva all’alluvione e stiamo cercando di capire su quale terreno possiamo muoverci. Il governo della Regione c’è ed è vicino”. Musumeci ha raccontato dei 45 cantieri avviati per pulire i letti dei fiumi in Sicilia, iniziati nel 2018, e dei 500 milioni di euro destinati alla lotta del dissesto idrogeologico. “175 milioni di euro già spesi in 15 mesi – ha affermato Musumeci – e ne spenderemo altri 350 entro il prossimo anno. Bisogna prendere atto che è cambiato il clima, la natura fa la propria parte e noi non possiamo farci cogliere impreparati”.

Oltre alle infrastrutture c’è da fare la conta dei danni in agricoltura: tra Pachino, Rosolini, Portopalo, Ispica e Noto, il raccolto di centinaia di aziende è stato spazzato via, e le famiglie dei produttori sono alla disperazione. Bandiera ha annunciato l’avvio dell’iter per lo stato di calamità. “Abbiamo avviato da subito tutte le procedure per ottenere dal ministero la declaratoria dello stato di calamità – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura – ma prima è fondamentale conoscere l’entità del danno. I tecnici degli ispettorati di Siracusa e Ragusa sono sul campo e stanno raccogliendo dati sulla perimetrazione e i numeri del disastro. Stiamo facendo il punto della situazione per predisporre gli interventi più urgenti per mitigare i danni enormi che un ampio territorio ha subito”.

Sebastiano Diamante


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