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Manca il personale, sospesa l’attività del punto nascite di Avola. Gennuso: “servono medici da altre province”

“Grave carenza di personale medico pediatrico e neonatologico"

L’Asp di Siracusa ha disposto la temporanea sospensione dell’attività ostetrica dell’UOC di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale di Avola. Il provvedimento è stato firmato dal direttore del Dipartimento Materno-Infantile, Antonino Bucolo, ed è motivato, come si legge nel documento, “dalla grave carenza di personale medico pediatrico e neonatologico”.

Secondo quanto riportato nella nota ufficiale, l’Asp non sarebbe attualmente in grado di garantire la regolare copertura dei turni di guardia e di reperibilità necessari per assicurare un’assistenza sicura ai neonati. Una condizione che ha portato l’azienda a una decisione definita “necessaria” per evitare rischi clinici e possibili conseguenze medico-legali.

L’attività ostetrica ad Avola viene quindi sospesa fino a nuova comunicazione, fatta eccezione per i casi di emergenza-urgenza, che continueranno a essere gestiti nel presidio ospedaliero. Per tutte le altre situazioni, le pazienti verranno temporaneamente dirottate verso l’UOC di Ginecologia e Ostetricia di Siracusa, in accordo con i vertici aziendali.

La comunicazione è stata inviata ai direttori delle unità operative interessate – Ginecologia e Ostetricia, Pediatria, Pronto Soccorso e Presidio Ospedaliero di Avola – e, per conoscenza, al Commissario Straordinario e alla Direzione Sanitaria e Amministrativa dell’Asp.

La decisione riaccende il dibattito sulle criticità strutturali della sanità pubblica nel territorio, in particolare sulla difficoltà di reperire specialisti in discipline fondamentali come pediatria e neonatologia. Una situazione che rischia di avere pesanti ripercussioni sull’assistenza alle donne in gravidanza e alle famiglie del comprensorio sud della provincia di Siracusa e che ricorda un po’ quanto successo a inizio 2019 con il punto nascite di Noto dell’ospedale unico Avola-Noto: chiuso momentaneamente per lo stesso motivo, poi mai più riaperto, se non quando fu aperto il punto nascite al Di Maria.

Servirebbe, dunque, trovare nuovi medici, magari da altri ospedali. Ma su questo il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gennuso ha un’idea chiara: “Non può esistere una provincia con cittadini di serie A e cittadini di serie B. Il diritto alla salute deve essere garantito in maniera uniforme su tutto il territorio: l’ospedale di Lentini non deve essere toccato e non può diventare il bacino da cui attingere per tamponare altre emergenze, perché svolge un ruolo fondamentale per un’area vasta e densamente popolata. Su Avola bisogna intervenire con decisione, attivando temporaneamente medici provenienti da altre province, come già avviene in molte realtà italiane in situazioni analoghe. Esistono strumenti normativi e organizzativi per farlo, e vanno utilizzati senza ulteriori rinvii”.


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