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Mancano luoghi d’incontro a Siracusa. “Per la Città che Vorrei” lancia l’allarme con un concerto di Salvino Strano sui più bei successi di Mamma Rai

Pillitteri: "I talenti nostrani chiedono spazio. Cresce la domanda da parte del pubblico post pandemia"

C’è “fame” in città di luoghi di incontro e quei pochi sono a conduzione privata, sorti su iniziativa imprenditoriale con sforzi non indifferenti. Il Covid, poi, ha peggiorato le cose mettendo in astinenza socializzante l’utenza lontana dai siti aggregativi e scoraggiando l’investitore a scommettere nei contenitori culturali. La conseguenza è stato un collasso anche del settore degli spettacoli e un’agonia dei talenti che non hanno potuto più mettersi in discussione professionalmente su un palcoscenico o in sala prove. Adesso, che si ritorna al chiuso “sicuro”, dopo due anni di sosta forzata tra pandemia, lockdown e distanziamento, sono ripartite le attività dell’associazione “Per la Città che Vorrei” di Siracusa.

“In realtà, le attività non si sono mai fermate – assicura il presidente Sergio Pillitteri – anche nel periodo più difficile del Covid, abbiamo continuato a riunirci ed intrattenerci in videoconferenza. Sarebbe stato ingiusto abbandonare nella completa solitudine i nostri associati, specie gli anziani che, spesso, vivono da soli. Adesso, finalmente, riprendiamo il cammino in presenza, con rinnovato entusiasmo, facendo tesoro di quanto questo periodo ci ha insegnato: non lasciare da soli i nostri talenti, ma incoraggiarli a ripartire e valorizzarli come meritano”.

Venerdì sera ha aperto la carrellata un apprezzato pianista siracusano, Salvino Strano, il quale ha condotto gli spettatori dell’Ad Parnassum indietro nel tempo, in un viaggio sonoro di ricordi giovanili, ai tempi dei famosi sceneggiati televisivi Rai, dalla Freccia Nera a Gamma, dalla Cittadella alla Baronessa di Carini. La serata musicale è stata impreziosita dai focus della prof. Marilena Ricca che ha introdotto ogni esecuzione con cenni storici e curiosità di quel tempo. 
Valorizzare i talenti nostrani e, di conseguenza, gli spazi di aggregazione dove questi talenti possono esibirsi al cospetto di un pubblico interessato, coinvolto e sempre più esigente. Dunque, spazi adeguati e ben attrezzati a norma di legge, posti a sedere in numero sufficiente, sale prova, convegnistica e spazi per la quotidianità, la socializzazione e l’incontro nel tempo libero. “È questa la nostra mission – aggiunge Pillitteri – nel tentativo di riportare alla luce, mettere al centro luoghi che consentano ai tanti artisti siracusani di poter avere la giusta dignità, quanto meno, nella propria città. Un circolo virtuoso che vede l’associazione “Per la Città che Vorrei” in campo, con rinnovata passione, nella programmazione bimestrale di tantissimi eventi, culturali, sportivi, associativi e ambientalisti”.

Anche il maestro Salvino Strano ha voluto unirsi al coro di malcontento che aleggia in città a causa della carenza di spazi aggregativi e culturali. E lo ha fatto dando la “cifra” del talento nostrano con il progetto “Le stelle stanno a guardare”, presentato quest’estate al Festival “Più a Sud di Tunisi”, un viaggio nel sonoro per solo pianoforte, con le più belle colonne musicali degli sceneggiati Rai degli anni ‘70, ‘80 e ‘90. Da Ortolani a Morricone (tra i più noti) da Fiorenzo Carpi ed Enrico Simonetti. “Autori che, ai tempi erano molto noti, cosi come gli attori degli sceneggiati e le musiche di tutto rispetto. Poi, l’oblio – afferma Strano –. In questo progetto è forte il recupero della memoria, note ed immagini riportano lo spettatore indietro nel tempo, ai bei momenti d gioventù, quando le famiglie si riunivano attorno allo stesso tavolo per ascoltare il telegiornale in attesa che iniziasse la nuova puntata dello sceneggiato. Erano gli anni dei “bimbi tutti a nanna, dopo Carosello”. E tra questi bimbi c’ero pure io, eppure, molte musiche mi sono rimaste impresse e così, a distanza di anni, ho deciso di metterle su tastiera e farle diventare un progetto musicale a tutti gli effetti”.

Nostalgia tanta ed un pizzico di malinconia per quei tempi di Mamma Rai che non tornano più? “In effetti oggi è tutto diverso – ammette il pianista Salvino Strano – la quantità è enorme ed è andata a discapito della qualità. Non ci sono più gli attori ed i registi di una volta in Tv cosi come nel cinema, basti ricordare che l’Italia negli anni Sessanta e Settanta era capitale del cinema a livello mondiale. Oggi pochi sono effettivamente all’altezza dei grandi del passato”. C’è un progetto in cantiere, per Salvino Strano, il tributo a Franco Battiato.

L’evento musicale ha accolto anche il banchetto del Comitato Cittadino per il referendum abrogativo della legge sulla caccia. “Sulla spinta dell’entusiasmo nazionale – spiega la responsabile Cettina Sirugo – abbiamo iniziato anche a Siracusa a raccogliere, tra lo scetticismo di molti, le firme (ne occorrono 500 mila) e siamo già a buon punto. Ogni firma può fare la differenza e la sensibilità verso questa tematica è davvero alta. Siamo tutti ben consci che la caccia è un’attività crudele che toglie la vita agli animali che, spesso, vengono abbandonati sull’asfalto in agonia. La caccia, inoltre, è foriera di incidenti in cui hanno perso la vita bambini o animali domestici, e questo perchè ai “signori cacciatori” la legge consente di entrare liberamente all’interno delle proprietà private che non sono adeguatamente recintate. La nostra è una battaglia di civiltà, una volta che il referendum riuscirà a passare il vaglio costituzionale, nostro dovere sarà quello di andare a votare per raggiungere il quorum del 50 per cento dei votanti”.


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