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Marco Monterosso “pontiere” nel Pd di Siracusa: “Nessuna rottamazione e nessuna voglia di conquistare il partito”

Il componente della direzione regionale del Pd invita tutti a più miti consigli, convinto che il tempo delle tattiche correntizie sia finito

Nessuna “rottamazione” e nessuna voglia di conquistare il PD“. A spegnere gli ipotetici venti di guerra che sembravano essersi sollevati ieri con la nascita della nuova associazione politica “Effetti collaterali”, composta in gran parte da giovani ed ex giovani rappresentanti del Partito Democratico, ci pensa Marco Monterosso, componente della direzione regionale del partito.

Una precisazione quanto mai necessaria in un partito che da sempre vive di frizioni interne e che ieri, dopo la nota di Alessandro Acquaviva, presidente della neonata associazione, temeva un nuovo scontro “correntizio” e generazionale. Motivo per cui, Monterosso (il cui figlio fa parte del direttivo di “Effetti collaterali”), si è mosso da pontiere per calmare immediatamente le acque. “Abbiamo sostenuto la candidatura di Adorno allo scorso congresso e continuiamo ad appoggiarlo convintamente – dice -. Avvertiamo però la necessità di sollecitare gli organismi dirigenti a reagire al più presto ad un “OPA ostile” che rischia, quella si davvero, di trasformare il nostro Partito in qualcosa di irriconoscibile.”

Anche oggi, così come ieri non si fa alcun nome esplicito, ma Monterosso  parlando di “Opa ostile” cerca di serrare i ranghi (compresi quelli di “Effetti collaterali”) contro il tentativo di ascesa all’interno del Pd dell’ex presidente del Siracusa calcio, Gaetano Cutrufo e della sua corrente.

Proprio per questo motivo il componente della direzione regionale del Pd invita tutti a più miti consigli, convinto che il tempo delle tattiche correntizie sia finito “e che occorra invece ritrovare il senso di un appartenenza comune che riesca ad affrancarsi da ogni forzatura esterna agli orgamismi del territorio. Quando si ha a cuore una comunità politica come la nostra – spiega -, si ha non solo il diritto ma soprattutto il dovere di stimolare nel gruppo dirigente una discussione franca e senza filtri su quali siano le prospettive elettorali che immaginiamo. Comprendo benissimo che ogni nostra discussione sia stata in qualche modo condizionata da altri fattori (la pandemia, la frammentazione della maggioranza congressuale, ora l’elezione del Capo dello Stato) – conclude Monterosso – ma questo non esclude che si possa e si debba al più presto avviare un serio confronto assembleare tra dirigenti ed iscritti per l’elaborazione di una piattaforma politico programmatica chiara e condivisa. Naturalmente tutto questo non domani, ma già oggi“.

 


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