Il tema del supporto ai senza fissa dimora approda in Consiglio comunale con un’interrogazione di Sara Zappulla del Partito Democratico. A rispondere è l’assessore alle Politiche sociali Marco Zappulla, che ricostruisce nel dettaglio il lavoro svolto dall’amministrazione negli ultimi due anni per affrontare una marginalità sociale che definisce “reale, complessa e da governare con serietà”.
Zappulla respinge una narrazione semplificata del problema: “non amo raccontare che va tutto bene, perché non è così. Il fenomeno esiste e va affrontato con strumenti adeguati e con servizi concreti”. Proprio in quest’ottica, secondo l’assessore, Siracusa ha compiuto un cambio di passo, attivando servizi che prima non esistevano.
Tra questi c’è il Pronto Intervento Sociale (PIS), un servizio operativo sette giorni su sette, con numero verde dedicato, che consente di rispondere alle emergenze sociali e accompagnare le persone dalla strada ai servizi. Un altro tassello fondamentale è la Stazione di Posta, primo spazio fisico cittadino pensato specificamente per i senza dimora: non solo accoglienza notturna e pasti, ma anche la possibilità di ottenere la residenza anagrafica, condizione essenziale per accedere ai servizi comunali e statali.
“Questa è una vera svolta – sottolinea Zappulla – perché restituisce dignità e diritti, permettendo di avviare percorsi di inclusione“. A questo si aggiunge l’utilizzo di tre appartamenti confiscati alla mafia, ristrutturati e destinati ad accoglienza temporanea di medio-lungo periodo per persone e nuclei familiari che si trovano in una “zona grigia”, con l’obiettivo di accompagnarli verso l’autonomia abitativa e sociale.
Sul fronte casa, l’assessore richiama anche il protocollo Housing First, attivo con la Caritas, che consente al Comune di sostenere canoni di locazione fino a 450 euro mensili per chi non riesce a farvi fronte: “Il tema dell’abitare oggi è centrale e attraversa tutta la marginalità sociale”.
In prospettiva, l’amministrazione sta lavorando alla creazione di una Agenzia sociale per la casa, pensata per incentivare i proprietari di immobili sfitti a concederli in locazione, anche attraverso agevolazioni sui tributi locali e forme di garanzia che riducano le resistenze all’affitto senza tutele.
Zappulla rivendica un approccio basato sulla quotidianità del lavoro sociale: “La marginalità non si combatte con titoloni o foto sensazionalistiche, ma con il buon governo, con servizi strutturati e con una rete fatta di operatori, volontari, associazioni del terzo settore e amministrazione”. Ricorda inoltre un limite spesso ignorato nel dibattito pubblico: “Possiamo aiutare solo chi presta il proprio consenso. I servizi sociali non sono forze di polizia e non possono costringere nessuno. Un lavoro complesso che punta non solo all’assistenza immediata ma alla costruzione di percorsi di autonomia sociale e lavorativa, nella consapevolezza che la marginalità si affronta solo con politiche pubbliche continue e responsabili“.
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