“Ho letto con attenzione i resoconti dell’incontro romano sul futuro dell’Università a Siracusa e se non posso che apprezzare il ministro Prestigiacomo per aver affrontato la questione, non posso però condividere tutto l’ottimismo che si percepisce sulla vicenda perché mi pare di capire che siamo a meno dell’anno zero”. Questa la dichiarazione del deputato regionale del PD Bruno Marziano, che è nuovamente intervenuto con una nota sulla questione universitaria nel capoluogo aretuseo.
A detta di Marziano, la Regione, per bocca dell’Assessore regionale, non si dice contraria al progetto, ma ammette che c’è un piccolo e non trascurabile particolare: non ci sono le risorse per questa nuova realtà. “I Rettori si sperticano in condivisione – afferma il deputato – ma attenzione a che le risorse necessaria non comportino la revisione di un solo euro loro budget e non aggravi la loro già difficilissima situazione finanziaria. Enna è sicuramente lontana mille miglia dall’aderire all’iniziativa considerato che ha la sua università privata e che la difenderà. Alla luce di tutte queste circostanze e assolutamente senza voler dare adito a polemiche è evidente che è tutto per aria“.
Unico obiettivo ora, secondo Marziano, è difendere a denti stretti la Facoltà di Architettura per “salvarla”, e il deputato suggerisce una serie di passi da compiere per raggiungere tale scopo: “Definire finalmente le risorse da impegnare, Completare il processo di ristrutturazione della caserma Abela (che ad oggi è assolutamente spoglia e non adeguata agli standard formativi), che non è sede universitaria come la si dovrebbe intendere”.
“Oggi pensare a qualcosa che sostituisca Architettura sarebbe velleitario – conclude l’esponente del PD – e pensare che si possa coinvolgere l’università di Catania nella fondazione del quarto polo mi sembra un’utopia. L’ultima amarezza è legata al Consorzio universitario che fino a ieri, grazie alla presenza di due enti locali gestiti e organizzati da istituzioni governate da politiche diverse, era rappresentativo di tutta la provincia. Le decisioni di questi giorni adottate dalla Provincia con quelle che, presumo, adotterà il Comune li renderà organismo di parte. Mi sarei aspettato da parte dei due enti locali la garanzia di una politica diversa perché il Consorzio, la cui funzione peraltro fortemente in discussione, fosse un organismo di tutti e non uno strumento basso del sottogoverno”.
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