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Mattina di passione a Siracusa: taxi, Cambria, servizi supporto al Comune. Tante proteste, poche soluzioni

Inoltre, i tassisti sono stati ricevuti al Comune da sindaco e assessore alla Mobilità

Giornata di passione, oggi, per la città di Siracusa, segnata da tre manifestazioni organizzate da lavoratori che, per un verso o per un altro, si trovano in difficoltà. La sensazione è quella di una città in ginocchio, ferita non solo dal post Covid 19, ma anche da vertenze partite già da prima dell’emergenza sanitaria. Questioni delicate che vedono cittadini arrabbiati, delusi e amareggiati da una situazione che oggi li vede protagonisti di una grave crisi economica. Primi tra tutti i lavoratori Cambria che, alle 9, si sono dati appuntamento sotto la Prefettura per chiedere un incontro tecnico nel quale si possa affrontare seriamente la vicenda del passaggio di azienda.

“Stiamo vivendo con 700 euro al mese per sei mesi, è impossibile andare avanti così” – dice uno dei manifestanti. Sentimenti di sconforto e malcontento che poco dopo, alle 10.30, sono sfociati in toni caldi durante la riunione che si è tenuta tra l’Amministrazione comunale, i sindacati e i lavoratori dei servizi a supporto del Comune.

“Abbiamo fatto un incontro con i dirigenti, ai quali abbiamo chiesto di verificare le esigenze dei servizi e integrarli dove necessario. – spiega Pierpaolo Coppa, vicesindaco di Siracusa – In queste ore i dirigenti stanno incontrando con l’Ati per capire cosa realizzare esattamente”. Uno stallo per il presente dovuto ad un errore, dal quale imparare per il futuro. Coppa, infatti, ha spiegato che il grosso problema dei servizi a supporto del Comune è la formula della gara, in quanto in un’unica volta sono stati appaltati servizi molto diversi: dai bus navetta ai servizi cimiteriali e altro ancora.

“Non riusciamo neanche a parlare – dicono i lavoratori a microfoni spenti – Le parole di rabbia hanno lasciato spazio alla delusione”.

E poi c’è il nodo del servizio taxi. Per continuare la mattinata di fuoco, infatti, alle 12.30 i tassisti hanno incontrato il sindaco, Francesco Italia, e l’assessore alla Mobilità, Maura Fontana. La vicenda è nota. Arriva l’emergenza Coronavirus, i taxi si fermano e chiedono un aiuto economico (sussidio che il Comune non avrebbe potuto elargire neanche volendo per motivi di competenza).

“Non abbiamo più neanche i soldi per mettere la benzina nelle auto, insomma non possiamo neanche lavorare” – aveva protestato un tassista. Per andare incontro alle difficoltà della categoria, l’Amministrazione ha promesso ai tassisti che fornirà loro termoscanner per misurare la temperatura dei clienti e le mascherine.

Non una soluzione, ma una toppa. Una qui e una lì, dopo una mattinata di fuoco che, al momento, non ha trovato soluzioni.


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