In tendenza

Mattinata di passione a Siracusa, dai lavoratori Bng ai dipendenti comunali: le manifestazioni in Ortigia

Due i sit-in organizzati: il primo sotto la Prefettura, l'altro in piazza Duomo

Mattinata di protesta, oggi, in Ortigia, a Siracusa. Due sit—in di vertenze che vanno avanti da tempo: il primo quello dei lavoratori della Bng Eni Versalis, sotto la Prefettura, l’altro dei dipendenti comunali part-time davanti palazzo Vermexio.

Nel primo caso si tratta di una nuova protesta dopo i blocchi in viale Scala Greca dei giorni scorsi. Da quel momento i timidi segnali di ottimismo sono stati freddati da un tavolo tecnico organizzato in Prefettura, andato in bianco: assenti sia Confindustria che l’azienda. (QUI le parole dei sindacati)

Dopo il sit-in dei lavoratori e le organizzazioni sindacali al loro fianco, Cgil, Cisl e Uil sono state ricevute dal capo di Gabinetto e viceprefetto, Antonio Gullì. Roberto Alosi e Vera Carasi, rispettivamente segretari Cgil e Cisl e Giuseppe Di Natale, in rappresentanza della Uil, hanno manifestato la necessità di risolvere al più presto la vertenza, invitando Versalis ad un’apertura totale al dialogo con le organizzazioni sindacali.
“Abbiamo manifestato preoccupazione per quanto si è verificato ieri visto che Versalis durante il tavolo di confronto, non ha accettato la presenza di un dirigente sindacale delegato dalla confederazione – hanno detto i segretari -. In questo modo si rischia che le regole del dialogo sociale vengano totalmente scardinate. E al capo di Gabinetto abbiamo espresso la nostra volontà a proseguire questo dialogo, purché si rispettino le prerogative delle organizzazioni sindacali sulla determinazione della propria rappresentanza. La Prefettura ha preso atto di questa nostra preoccupazione e si è detta disponibile ad una nuova mediazione per riaprire il dialogo. Lo ribadiamo. Noi siamo pronti a dialogare con l’Eni senza creare forzature di merito, se questa vicenda rimane circoscritta come incidente di percorso, siamo disponibili a riaprire un dialogo e attendiamo fiduciosi risposte. Ma teniamo a sottolineare che l’azienda non può scegliersi gli interlocutori: diciamo che è una questione di garbo istituzionale. Noi lo abbiamo sempre mantenuto e se altri non lo faranno, si rischierà di consumare uno strappo non più sanabile. Noi rappresentiamo al meglio i lavoratori – hanno concluso i segretari -, il dialogo fa parte del nostro Dna e della nostra cultura, quindi così come noi manifestiamo rispetto, lo chiediamo e lo pretendiamo allo stesso modo”.

E se sotto la Prefettura l’aria era tesa e i manifestanti parlavano di organizzare una terza protesta nel giro di pochi giorni, poco più in là, in piazza Duomo, l’atmosfera non era certo rilassata: circa 100 dipendenti del Comune che chiedono di ottenere il full-time. Richiesta, quest’ultima, sostenuta anche dai sindacati che accusano l’Amministrazione di non aver mai adottato una vera e propria politica occupazionale a discapito dei cittadini ai quali vengono elargiti servizi sempre più scadenti, causa sott’organico. (QUI le dichiarazioni dei sindacati)

A mostrare solidarietà ai dipendenti comunale Michele Mangiafico, a capo del movimento Civico 4.

“Attraverso un intervento economico di circa 300 mila euro l’anno, l’Amministrazione comunale avrebbe portato tutta questa platea a 35 ore, rinforzando il sistema dei servizi offerti alla cittadinanza attraverso il loro lavoro, che si affianca e si sostituisce sempre di più a quello del restante personale del Comune di Siracusa” – afferma Mangiafico – A ciò si aggiungano le 14 unità lavorative del personale ex Sotis oggetto di intervento da parte della delibera 218 del 30/12/2019, con un monte ore part-time del 66,66% ovvero 24. Anche in questo caso, l’Amministrazione comunale avrebbe potuto portare questa platea a 35 ore con un ulteriore intervento economico di circa 100 mila euro”.
“Da dove avrebbe dovuto prendere queste risorse l’Amministrazione comunale? – continua Mangiafico – Dalle voci di risparmio che essa stessa ha dichiarato di avere all’atto dell’approvazione della Delibera numero 143 del 18/11/2020, che interveniva sul Piano del Fabbisogno del Personale 2020/2022, affermando di avere nel 2020 economie per cessazioni pari a 1.090.000,00 euro, nel 2021 economie ulteriori per cessazioni pari a 657.000,00 euro e nel 2022 altre ulteriori economie per cessazioni pari a 355.000,00 euro, quindi potendo tranquillamente portare a regime tutto il personale part-time fino a 35 ore, anche attraverso un intervento graduale, se solo lo avesse voluto”.

Due vicende diverse quelle che questa mattina hanno animato Ortigia, ma che sono destinate a non chiudersi facilmente.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo