fbpx

Maxi operazione dei Carabinieri contro la ‘Ndrangheta: indagata anche una commercialista di Siracusa

La donna è indagata per aver agevolato, in concorso con altri, le attività di un'associazione di stampo mafioso e di autoriciclaggio in concorso

Politici, avvocati, commercialisti e funzionari infedeli dello Stato figurano tra i 334 arrestati della maxi operazione “Rinascita-Scott” condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia con il coordinamento della Dda di Catanzaro. L’operazione ha disarticolato tutte le organizzazioni di ‘ndrangheta operanti nel Vibonese e facenti capo alla cosca Mancuso di Limbadi.

L’imponente operazione, frutto di indagini durate anni, oltre alla Calabria ha interessato varie regioni d’Italia dove la ‘ndrangheta vibonese si è ramificata: Lombardi, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata. Alcuni indagati sono stati localizzati e arrestati in Germania, Svizzera e Bulgaria.

In tutto sono 416 gli indagati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio e altri reati aggravati dalle modalità mafiose. Tra questi, anche una commercialista siracusana, Elisabetta Lo Iacono, 49 anni, e il compagno Antonio Delfino. Per entrambi è stata applicata anche la custodia cautelare in carcere per l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’attività della ‘ndrangheta oltre che avvalendosi delle condizioni previste dall’associazione di stampo mafioso.

La donna è indagata per aver agevolato, in concorso con altri, le attività di un’associazione di stampo mafioso e di autoriciclaggio in concorso. Elisabetta Lo Iacono in società con Delfino, anche se non formalmente, per gli inquirenti gestiva di fatto tutte la politica di impresa e partecipava alle riunioni in presenza del boss calabrese Saverio Razionale.

La Lo Iacono – secondo quanto si legge nell’ordinanza nel Gip – avrebbe materialmente finanziato le attività conferendo un milione e seicentomila euro, anche utilizzando denaro dei propri clienti (la commercialista è implicata in un’indagine per truffa dalla Procura della Repubblica di Siracusa), avrebbe dovuto rendere conto a Razionale in persona della regolarità delle condizioni dei lavoratori e dell’impresa della fabbrica di Pomezia e del negozio in via Tuscolo.

La stessa indagata, conoscendo nel dettaglio la situazione finanziaria, avrebbe avuto contezza anche della provenienza dell’investimento di Razionale del marzo 2016 e ciò, non solo perché gestiva la contabilità e si occupa della politica di impresa, ma anche perché si relazionava e riconosceva come referente Razionale stesso.

Salvatore Giamborino ed Elisabetta Lo Iacono sono accusati di aver trasferito, sostituto e comunque compiuto sulla somma di circa 500 mila euro, derivante dalle attività illecite della cosca Fiare-Razionale-Gasparro (somma messa a disposizione dallo stesso Razionale nel marzo 2016 e comunque dopo la sua scarcerazione avvenuta il 26 febbraio 2016) “operazioni atte a ostacolarne l’identificazione e a dissimularne la provenienza delittuosa, attraverso l’immissione mascherata nel circuito societario costituito dalle 15 società del cosiddetto gruppo Delfino, con l’ulteriore ed evidenziato scopo di ottenere successivi profitti, derivati dallo sviluppo imprenditoriale delle società in nuovi settori commerciali, con modalità e investimenti mobiliari ed immobiliari garantiti anche e soprattutto grazie a tale immissione di liquidità”.

I due, assieme a Delfino e Razionale e in concorso tra loro, per eludere le misure di prevenzione patrimoniale ponevano in essere condotte di trasferimento fraudolento di valori o altre utilità e in particolare Razionale (in quelle fasi, sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno), proprietario occulto e co-amministratore di fatto, con il concorso di Giamborino, attribuiva in modo fittizio a Delfino – e grazie al contributo attivo della Lo Iacono – la titolarità formale di 15 società costituenti il cosiddetto gruppo Delfino (rappresentato da Mater Holding Srl, Karos Consulting Ltd, Adb Equity Investments limited, Karos Italia Srl, Manu Lingerie Srl, Ame Delan Srl, Pdp Fashion Srl, Andel Real Estate Srl, Delan Productions Srl, Antonino Delfino Design Srl, Antonino Delfino Fashion Srl, Antonino Delfino Parfums Srl, Andel Communications Srl, Stean Srl e Ffc 2009 Srl) gestendo di fatto e operando in modo occulto più direttamente nelle attività imprenditoriali e finanziarie delle Mater Holding Srl, Pdp Fashion Srl, Ame Delan Srl, Delan Productions Srl e Andel Real Estate Srl. Tutte oggetto di sequestro preventivo.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo