Melilli: dalla preistoria all’età contemporanea. Italia Nostra accoglie il Cai di Ragusa

Una scoperta dopo l’altra di maestosità e bellezza. A partire dall’esplorazione del costone roccioso che sovrasta la Cava Pirrera: un punto privilegiato da cui ammirare il paesaggio con la vallata della Cava Mulini fino a perdersi nel porto d’Augusta

Una passeggiata tra le ricchezze ambientali e i beni culturali ed architettonici di Melilli, lunga l’intera giornata di domenica 24 marzo, è stata affrontata dai soci del Cai di Ragusa. A guidarli il Direttivo di Italia Nostra – Melilli, seguito da soci Italia Nostra e simpatizzanti di Sortino, Priolo e Catania.

Una scoperta dopo l’altra di maestosità e bellezza. A partire dall’esplorazione del costone roccioso che sovrasta la Cava Pirrera: un punto privilegiato da cui ammirare il paesaggio con la vallata della Cava Mulini fino a perdersi nel porto d’Augusta. Poi la visita alla Cava Pirrera, che – utilizzata già dal 1400 per l’estrazione della pietra bianca – dopo il terremoto del 1693 vide il suo maggior sfruttamento, per consentire la ricostruzione di Catania, dei Comuni della Val di Noto, Messina e oltre lo Stretto, rimanendo in funzione fino agli inizi degli anni ‘60. A seguire la Grotta di Mastro Pietro, parte di una balza rocciosa risalente al Quaternario e ricca di stalattiti, stalagmiti e concrezioni che danno vita ad uno spettacolo di grande suggestione. E, dulcis in fundo, il Centro Storico di Melilli e le sue chiese: la Basilica di San Sebastiano, con lo splendido soffitto di Olivio Sozzi e le pale d’altare dei maggiori pittori del ‘700 siciliano, e la Chiesa Madre con l’altare del Santissimo Sacramento unico nel suo genere e l’opera straordinaria del Sozzi nel soffitto ligneo.

“Perché, nel sentire comune, Melilli viene identificato come territorio inquinato e privo di bellezze naturali?” si chiedono gli amici del Cai Ragusa mentre ci si sposta da un’attrazione all’altra. “Perché? Ce lo domandiamo anche noi – risponde Italia Nostra Melilli -. Immersi in queste zone ancora incontaminate che Tony Fazio, tesoriere IN Melilli, e Giuseppe Immè, vice presidente IN Melilli, hanno battuto nei giorni precedenti per rendere agevoli i sentieri. Perché? Continuiamo a chiedercelo. Persi tra le pitture e le architetture dell’intramontabile barocco siciliano. E mentre Giuseppe Immè, appassionato studioso e ricercatore universitario, ci fa da guida esperta, esauriente e avvincente, noi del Direttivo rinnoviamo il patto su cui si fonda questa sezione: continueremo a fare visitare questi luoghi che hanno ancora tanto da dire a queste e alle generazioni future”.


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