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Melilli, domani sciopero delle dipendenti della Csp, l’impresa addetta alle pulizie al centro commerciale Conforama

La Fisascat Cisl Ragusa Siracusa ha chiesto all’Ispettorato del lavoro un incontro urgente alla presenza di Csp e della committente Conforama

Sciopereranno per l’intera giornata di domani, giovedì 6 febbraio, le dipendenti della Csp società cooperativa, impresa addetta alle pulizie al centro commerciale Conforama di Melilli. La giornata di protesta, che culmina in un sit in organizzato dalle 9 alle 18 proprio davanti alla struttura commerciale, è stata indetta dalla Fisascat Cisl territoriale.

“Siamo di fronte ad una grave situazione occupazionale – afferma la segretaria generale della categoria, Teresa Pintacorona – A tutte le lavoratrici, nell’agosto dello scorso anno, la Csp ha comunicato che, per ragioni di anti economicità, era costretta a ridurre l’orario di lavoro e, quindi, gli emolumenti, riferiti già ad un salario minimo, alle impiegate. Un atteggiamento a dir poco ostile anche nei confronti del sindacato che, con una serie di richieste di incontro puntualmente disattese, ha stigmatizzato questo comportamento aziendale. La Csp è andata oltre dopo l’unico incontro strappato nell’ottobre scorso. La società cooperativa ha reso la vita difficile alle lavoratrici che hanno una maggiore anzianità di servizio, trasferendone addirittura una al Conforama a Etnapolis, cantiere di un’altra provincia distante una sessantina di chilometri. Non ancora soddisfatti, i vertici di Csp lo scorso 30 gennaio hanno intimato ad altre tre dipendenti di accettare la riduzione oraria a partire dall’inizio di febbraio, altrimenti avrebbero provveduto in modo unilaterale”.

La Fisascat Cisl Ragusa Siracusa ha chiesto all’Ispettorato del lavoro un incontro urgente alla presenza di Csp e della committente Conforama.

“Crediamo sia indispensabile un intervento fermo e deciso di Conforama – conclude Teresa Pintacorona – Il silenzio su questa vicenda non aiuta a risolvere una questione grave che mette in discussione la dignità delle lavoratrici e la stessa qualità del servizio. Se Csp ritiene di non poter gestire questo appalto, ci ripensi e rimetta in discussione il proprio ruolo e la propria capacità aziendale”.


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