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Melilli, “Leonardo da Vinci, il genio compreso”: tornano gli incontri di Italia Nostra

Non è mancato il racconto del furto della Gioconda ad opera di quell'italiano che voleva riscattare l'orgoglio nazionale

Giorno 27 marzo alle 19, introdotto da Felicia Saraceno, socio componente del consiglio direttivo, si è svolto l’evento culturale “Leonardo da Vinci, il genio compreso” a cura della socia, Elina Formica. La partecipazione all’evento è avvenuta in modalità Online sulla piattaforma Google Meet, in osservanza delle misure restrittive, adottate, per contrastare il contagio epidemiologico da Covid 19.

L’avvio alla conoscenza di un grande protagonista del Rinascimento italiano prende le mosse dai cenni biografici: la nascita irregolare; l’infanzia trascorsa nella campagna fiorentina a contatto con la natura, quella natura di cui, da adulto, svelerà molti segreti; l’apprendistato nella bottega del Verrocchio dove fa conoscere un modo nuovo di rappresentare il reale: la figura dell’angelo di sinistra, da lui dipinta, nel “Battesimo di Cristo” del Verrocchio, spicca per l’articolata posa del corpo (come se stesse voltandosi) e per la naturalezza dei panneggi del manto azzurro.

Nel 1482, all’età di trent’anni Leonardo si trasferisce a Milano al servizio del Duca Francesco Sforza; la corte milanese incoraggia e sviluppa i suoi talenti in qualsiasi campo artistico e scientifico in cui fosse interessato; l’osservazione e la sperimentazione sono il suo incontenibile anelito di ricerca delle verità nascoste.

La relatrice passando in rassegna i capolavori pittorici affonda il suo bisturi di docente di storia dell’Arte per sviscerarne gli aspetti e i contenuti; conduce l’attenta platea in una scheda di lettura del dipinto: la tecnica, la prospettiva, il chiaroscuro, le allegorie e i simboli dell’opera pittorica: un vero e proprio viaggio nel mondo dell’Arte leonardesca.

Non è mancato il racconto del furto della Gioconda ad opera di quell’italiano che voleva riscattare l’orgoglio nazionale. Uno scandaglio nell’arte, che Leonardo definisce la più importante fra le Scienze, dal divino carattere: …questo disegno è di tanta eccellenza, che non solo ricerca le opere di natura, ma infinite più che quelle che fa natura… E per questo concluderemo non solamente essere scienza, ma una deità essere con debito nome ricordata, la qual deità ripete tutte le opere evidenti fatte dal sommo Iddio.


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