In tendenza

Melilli, presentati gli Atti Vallet in seno alle Giornate Europee dell’Archeologia 2023

Il volume che raccoglie gli Atti del Convegno organizzato, nell’ottobre scorso, a Melilli, dalla sezione locale di Italia Nostra, in occasione del centenario della nascita di Georges Vallet

Nell’Aula Consiliare di Melilli, dedicata alla memoria del grande Archeologo e Storico dell’Arte Antica Giulio Emanuele Rizzo, si è svolta lo scorso 17 giugno durante le Giornate Europee dell’Archeologia 2023 la presentazione del volume che raccoglie gli Atti del Convegno organizzato, nell’ottobre scorso, a Melilli, dalla sezione locale di Italia Nostra, in occasione del centenario della nascita di Georges Vallet (Pierreclos, 4 marzo 1922 – Saint-Symphorien-d’Ancelles, 29 marzo 1994).

Il volume, curato da Giuseppe Immè, raccoglie i contributi di Reine-Marie Bérard, Concetta Ciurcina, Massimo Cultraro, Massimo Frasca, Lucina Gandolfo, Filippo Giudice, Michel Gras, Lorenzo Guzzardi, Pietro Giovanni Guzzo, Rosa Lanteri, Angela Maria Manenti, Antonello Mamo, Brigitte Marin, Salvatore Martinez, Paola Pelagatti, Jean-Christophe Sourisseau, Nella Tranchina, M.L. Vallet Hollet.

Il nome di Vallet è legato indissolubilmente a quello dell’area archeologica siciliana di Megara Iblea. Senza correre il rischio di essere smentiti è possibile affermare che grazie alla collaborazione tra gli archeologi dell’École française de Rome (Vallet, Villard con l’architetto Auberson) e i funzionari, anche loro archeologi, dell’allora Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale (Bernabò Brea, Pelagatti e Voza) si è assistito a Megara ad una stagione di ricerca forse non più ripetibile o comunque difficilmente eguagliabile, caratterizzata da grandi successi e sempre contraddistinta da rigore metodologico nello scavo, da serietà scientifica nello studio dei reperti e infine brillantezza d’esposizione nella pubblicazione degli esiti delle investigazioni.

L’evento dopo i saluti del sindaco Giuseppe Carta, del direttore del Parco archeologico Leontinoi e Megara e del Parco archeologico di Catania e Valle dell’Aci dott. Giuseppe D’urso, della presidente Italia Nostra Melilli prof.ssa Nella Tranchina, del già direttore del Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai dott. Antonello Mamo, ha visto gli interventi: del prof. Michel Gras dell’École française de Rome, della dott.ssa Maria Costanza Lentini Consulente scientifico del Parco Archeologico di Naxos Taormina, del prof. Giovanni Di Stefano dell’Università della Calabria e dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, moderati dal vice presidente regionale di Italia Nostra Sicilia prof. Giuseppe Immè.

Il volume ha ottenuto il patrocinio gratuito dell’École française de Rome, della Regione Siciliana, della Soprintendenza di Siracusa e del Parco Archeologico e Paesaggistico di Siracusa e il supporto economico dell’Amministrazione Comunale, grazie al progetto, presentato da Italia Nostra Melilli, in occasione del concorso di Democrazia partecipata 2021.

Il testo conferma che quello di Megara Iblea è senz’altro un episodio storiografico entusiasmante, per certi aspetti straordinario: dopo i pionieri della ricerca sul sito, il testimone è passato a Gras e Tréziny e poi alla terza generazione di archeologi coordinati da Reine-Marie Bérard e Jean-Christophe Sourisseau. L’eredità di Vallet, quindi, perdura e sulla scia dei suoi insegnamenti è possibile qualificare l’impostazione italo-francese degli interventi a Megara Iblea come un tipo di archeologia dinamica che, permettendo di seguire lo stato delle varie fasi della storia della polis, ha ridonato valore al paesaggio naturale, all’ambiente antropizzato e al rapporto tra città e territorio.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni