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Melilli, realizzate le nuove frecce del simulacro di San Sebastiano

Le proporzioni delle frecce sono rimaste invariate dalle precedenti, ma hanno un piumaggio più morbido su entrambi i lati

Un lungo lavoro per un risultato che unisce devozione, passione e arte. Il maestro orafo di Palazzolo Massimo Scirpo ha realizzato le nuove frecce del simulacro di San Sebastiano di Melilli. Non è la prima volta che l’artigiano palazzolese realizza lavori come questi. In passato ha realizzato la corona della Madonna Addolorata, poi le frecce di san Sebastiano di Palazzolo. E ha anche preparato dei veri capolavori d’arte in altre città siciliane dove gli sono stati commissionati vari lavori. E ogni volta il risultato è sorprendente.

Tutto ha avuto inizio nell’autunno del 2019 quando Scirpo è stato contattato dal parroco della basilica di san Sebastiano di Melilli per occuparsi della sistemazione delle antiche frecce del simulacro del santo. Infatti a causa dell’usura degli anni, si è reso necessario un lungo lavoro di restauro. A gennaio del 2020 la consegna del lavoro completato. E poi la nuova commissione: il parroco don Blandino gli ha chiesto di realizzare delle nuove frecce anche per le già precarie condizioni di quelle antiche. E questa era un’occasione speciale: le nuove frecce saranno un dono del parroco in occasione dei suoi sessant’anni. Poi a causa della pandemia la consegna è stata rinviata a quest’anno. E così in occasione dei festeggiamenti di maggio dedicati a san Sebastiano c’è stata la consegna e la cerimonia nella basilica.

“Le nuove frecce –spiega Scirpo – sono in argento ed è stato rifatta anche la parte interna, il fusto per essere più rafforzata. Le frecce infatti sostengono tutto l’oro che viene donato al santo come ex voto dai fedeli”. Le proporzioni delle frecce sono rimaste invariate dalle precedenti, ma hanno un piumaggio più morbido su entrambi i lati.

“Non mi sono voluto allontanare dalle frecce originali – aggiunge Scirpo – per non deturparne la memoria storica”. Massimo Scirpo da sempre è devoto di San Sebastiano. Nato e cresciuto nel quartiere dedicato al martire, è molto legato al santo. “Ma per una serie di circostanze – spiega– non mi era mai capitato di vedere il San Sebastiano di Melilli. E questa è stata la prima volta. E ho provato un’emozione unica quando mi sono avvicinato a questa piccola statua. Un’emozione per la quale non ero completamente preparato”. La consegna delle nuove frecce è avvenuta nel primo giorno della novena dedicata a San Sebastiano, sabato 24 aprile. Alla presenza anche dell’arcivescovo di Siracusa Francesco Lo Manto. “E padre Blandino – sottolinea Scirpo – ha voluto che fossi io a portare all’altare le nuove frecce. Vorrei ringraziare tante persone: padre Blandino, Salvo Alibrio per le foto realizzate, Seby Costa che è stato filo conduttore di questa esperienza, e Salvatore Lazzaro per la sua collaborazione”. Significativo anche lo slogan che Scirpo ha voluto in occasione di questa esperienza “Sagitta vulnera” con una frase tratta dalle Metamorfosi di Ovidio. In occasione della consegna e delle benedizione delle nuove frecce l’arcivescovo nella sua omelia ha parlato del significato delle frecce.

“La prima volta che sono venuto qui mi ha colpito la serenità dello sguardo del Simulacro di San Sebastiano – ha detto monsignor Lomanto -. Le frecce, invece sono il simbolo del martirio, della persecuzione, ma noi stasera le benediciamo e sono pure d’argento. Perché? Perché l’argento è un metallo prezioso e rappresenta la testimonianza di San Sebastiano in Gesù Cristo, il suo grande amore per Dio. E poi quando una freccia viene scoccata ha una direzione, perché la nostra vita deve avere una direzione, un orientamento, è un cammino verso una meta, un pellegrinaggio”.


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