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Melilli ricorda il 328° anno dal terremoto del 1693

Un appuntamento che si inserisce nel programma di valorizzazione culturale e di riscoperta delle radici del passato che attualmente l’Amministrazione comunale sta portando avanti

Il Comune di Melilli, in occasione del 328° anno trascorso dal terremoto del 1693, che rase al suolo gran parte dei centri abitati del Val di Noto, ha preso parte alla commemorazione per il ricordo dell’evento sismico, svoltasi attraverso le iniziative che si sono susseguite ad Augusta dal 9 al giorno 11 gennaio 2021 con numerosi interventi di rappresentati degli enti territoriali, di studiosi, di esperti di geofisica, di volontari della Protezione civile.

In particolare il sindaco Giuseppe Carta ha accolto con favore l’iniziativa per la rilevanza che riveste la “tragedia” del 1693 per la memoria storica del territorio di Melilli, il quale subì il devastante crollo di edifici e Chiese. Ciò si inserisce nel programma di valorizzazione culturale e di riscoperta delle radici del passato che attualmente l’Amministrazione comunale sta portando avanti.

L’idea progettuale si riflette anche in quei rapporti di collaborazione con le Città limitrofe; nell’occasione, infatti, importante il dialogo con l’Assessorato alla Cultura di Augusta, nella persona di Giuseppe Carrabino, che nel pomeriggio di lunedì 11 gennaio ha ospitato Gabriele Ragusa per il collegamento al seminario interattivo organizzato dal Comune di Ragusa. Il giovane studioso è stato chiamato, infatti, a rappresentare il Comune di Melilli per relazionare brevemente sugli eventi avvenuti in occasione del terremoto del 1693.

Nell’intervento Gabriele Ragusa ha evidenziato come: “una delle poche testimonianze rimaste presenti è costituita ancora dall’antica Chiesa del Soccorso; tuttavia la catastrofe comportò la distruzione del Castello e della Torre, allora insistenti nella parte alta del paese ed ormai perduti per sempre. Un evento importate che seguì al sisma fu l’edificazione della magnifica Basilica di San Sebastiano, gioiello dell’architettura settecentesca, luogo che con la sua bellezza barocca assiste da secoli ai numerosi pellegrinaggi che giungono per rendere omaggio al Santo, che dal 12 ottobre 1697, per acclamazione degli abitanti di Melilli è il Patrono della cittadina iblea“.


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