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Melilli, Situazione ambientale in zona industriale e qualità dell’aria gli argomenti della Commissione territorio e ambiente Ars

La situazione ambientale del polo industriale, l’inquinamento e la qualità dell’aria sono stati i temi affrontati ieri mattina nel corso dell’audizione della Commissione Legislativa Territorio e ambiente dell’Ars che ha avuto luogo nell’aula consiliare di Melilli.

Alla visita ispettiva, chiesta dall’onorevole Marika Cirone Di Marco, hanno preso parte Giampiero Trizzino, deputato M5S, Giuseppe Sorbello, deputato Udc, gli onorevoli Pippo Gianni e Stefano Zito e i sindaci di Melilli e Priolo, Giuseppe Cannata e Antonello Rizza. In aula anche i presidenti delle tre organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil, il Direttore Relazioni Esterne 
ed Istituzionali Erg Sicilia Diego Bivona, l’ingegnere Claudio Geraci di Isab, Anselmo Madeddu dell’Asp, il dirigente regionale di Arpa Dora Profeta, Enzo Parisi di Legambiente e Mimmo Morello dirigente della Provincia Regionale di Siracusa e la Dottoressa Mara Nicotra.

Il problema della qualità dell’aria è stato già sollevato nei mesi scorsi dall’onorevole Di Marco attraverso una interrogazione a gennaio e una mozione lo scorso aprile fino all’audizione di oggi in cui viene sollecitata, nuovamente, la necessità di approntare un Piano regionale per la qualità dell’aria.

L’incontro di questa mattina quindi ha posto sul tavolo l’urgenza di ricevere risposte dal governo regionale e nazionale dopo lunghi silenzi che hanno riguardato la situazione ambientale e che, come ha sottolineato l’onorevole di Marco “possono ritenersi preponderanti rispetto all’incerta e zoppicante azione di risanamento prevista da vari atti concertativi siglati da decisori nazionali, regionali e non ultimo locali”.

La salute dei cittadini, la sicurezza dei lavoratori, la tutela dell’ambiente, la revisione del protocollo anti inquinamento siglato negli anni passati e la possibilità di rafforzare il ruolo e la funzionalità dell’Arpa, questi alcuni dei temi affrontati.

Se è vero che il tema dell’aggiornamento dei parametri non deve essere trascurato è altrettanto utile, ha detto Cirone Di marco, sostenere la proposta del governo regionale di riorganizzare il sistema delle autorizzazioni in materia di V.I.A. e di V.A.S. attraverso la creazione di uffici provinciali decentrati: ciò, se suffragato da competenze e professionalità potrebbe semplificare e accelerare taluni processi”.

Potrebbe essere assolta, ha aggiunto Cirone Di Marco, in occasione di questa riorganizzazione, la necessità di affiancare la V.I.S., Valutazione Impatto Sanitario, sapendo che in altre regioni come il Piemonte, sulla base delle osservanze di norme comunitarie, essa costituisce ulteriore garanzia e rassicurazione per le popolazioni residenti nelle zone industriali”.

Più interventi durante l’audizione hanno fatto emergere la debolezza strutturale e tecnologica del sistema Arpa: non sono le buone professionalità a mancare bensì sono le risorse ad essere carenti. “È necessario che queste vengano dedicate più ampiamente sia all’Asp che all’Arpa, ha suggerito nel suo intervento il direttore sanitario dell’Asp Madeddu, così come è necessaria la rimodulazione ospedaliera per rendere più efficiente non solo la cura ma, primariamente, la prevenzione in materia oncologica”.

Sul tema della scarsità delle risorse è ritornata la dirigente dell’Arpa Dora Profeta, la quale si è soffermata più ampiamente sulle problematiche legate alla normativa nazionale, a suo dire da rivedere poiché anche gli stessi cicli produttivi sono cambiati nel corso degli anni. Su tema della normativa hanno a lungo disquisito anche i dirigenti delle aziende Erg e Isab, secondo i quali è giusto rivedere il protocollo prefettizio del 2005; è auspicabile, inoltre, un lavoro sinergico tra privato e pubblico, in maniera da poter risolvere il problema della zona industriale: in tal senso è necessaria una maggiore attenzione relativa al trasferimento di somme economiche già stanziate per il risanamento e le bonifiche che più volte sono state annunciate ma mai elargite.

Se non si agevolano gli investimenti, che comportano il mantenimento degli apparati produttivi ma anche la sua bonifica, il polo industriale è destinato a ridurre il suo potenziale produttivo“, ha concluso l’ingegnere Geraci.


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