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Michele Magiafico: L’Attacco Alle Province È Un Attacco Alla Democrazia

Il prossimo 30 gennaio in tutta Italia le Province convocheranno Consigli Provinciali straordinari per discutere con i Comuni, i rappresentanti dei partiti, delle imprese, dei sindacati, delle forze sociali e con i cittadini, difendere la dignità delle istituzioni e ribadire la necessità di aprire un confronto reale sulla riorganizzazione del sistema istituzionale del Paese. Lo hanno deciso i rappresentanti delle Province italiane, nel Consiglio Direttivo dell’Upi, approvando all’unanimità un ordine del giorno nel quale si ribadisce l’infondatezza delle argomentazioni usate contro le Province, e la necessità di proseguire, invece, nel cammino delle vere riforme. Anche il Consiglio provinciale di Siracusa sarà quindi convocato ad hoc sull’argomento contemporaneamente a tutti i consigli provinciali d’Italia.

Secondo il presidente del consiglio provinciale di Siracusa Michele Mangiafico “è preoccupante l’illogico progetto istituzionale di chi, sposato a livello centrale il federalismo, nega al livello locale l’autonomia, lasciando pensare che le proprie idee, più che sedimentare sul terreno del principio di sussidiarietà, si nutrano del semplice interesse politico di uno o più gruppi“.
“Con queste premesse
– dice ancora Mangiafico – la campagna denigratoria, qualunquista e povera di dati reali contro l’istituzione delle Province, diventa più semplicemente un attacco alla democrazia, dove l’interesse è solo quello di centralizzare le decisioni e conservare gli assetti di potere esistenti.

Dall’altra parte, Manguafico sottolinea la drammatica mancanza di fondi per i servizi ai cittadini con cui quotidianamente hanno a che fare tutti gli amministratori e i funzionari delle Province, in trincea ad ascoltare da associazioni, sindacati, imprese e singoli utenti le vere questioni che interessano la nostra comunità.

“Il riordino istituzionale, pur necessario, deve andare a colpire piuttosto le reali inefficienze continua il presidente -, superando enti e strutture ridondanti a livello nazionale e a livello regionale, che non hanno una diretta legittimazione democratica e che non sono quindi responsabili nei confronti della cittadinanza. Le eventuali riforme fiscali, pur essenziali, devono avere come obiettivo la certezza delle risorse finanziarie necessarie per l’esercizio delle funzioni istituzionali, allocando la gestione dei cespiti tributari in modo appropriato e trasparente tra i diversi livelli di governo, esaltando l’autonomia e la responsabilità di tutte le istituzioni costitutive della Repubblica”.

Per leggere l’ordine del giorno approvato dall’Upi lo scorso 18 dicembre e la scheda sui costi degli enti, clicca qui

 


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