In tendenza

Migranti, torna ad Augusta il relitto del tragico naufragio del 2015

Adesso sarà il cuore del Giardino della memoria e del Museo dei diritti, tassello importantissimo di una rete diffusa nel Mediterraneo

Arrivato ad Augusta il relitto del tragico naufragio del 18 aprile 2015. Il peschereccio, che trasportava un migliaio di migranti e affondò nel Canale di Sicilia, ha concluso il viaggio su una chiatta. Adesso sarà il cuore del Giardino della memoria e del Museo dei diritti, tassello importantissimo di una rete diffusa nel Mediterraneo.
Alla tragedia sopravvissero soltanto 28 persone. Il rientro nella nuova darsena di Augusta è stato possibile grazie alla collaborazione tra la Capitaneria di porto, l’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale e la Marina militare. Per volontà del governo italiano, l’anno dopo il relitto fu recuperato dal fondo del mare con una complessa operazione e portato alla base navale di Augusta per la rimozione dei resti mortali delle centinaia di vittime che vi erano rimaste intrappolate. Nell’impresa di dare un volto e un nome ai naufraghi che hanno perduto la vita, sono da tempo impegnate diverse istituzioni italiane ed internazionali.
Su sollecitazione del Comitato 18 aprile, costituitosi nel 2016 in concomitanza con l’arrivo del relitto, l’amministrazione comunale di Augusta ha chiesto che il peschereccio non fosse distrutto o spostato altrove, ma rimanesse nella cittadina per realizzare il “Giardino della memoria” proposto dal Comitato.
Nel 2018 il Consiglio Comunale di Augusta, in adesione al progetto del Comitato 18 aprile, ha approvato all’unanimità una mozione con la quale ha impegnato l’amministrazione comunale a compiere tutti i passi necessari affinché il relitto rimanesse ad Augusta “come arricchimento del patrimonio museale della città e culturale dell’intera Regione, quale elemento significativo e fondante di quel Giardino della memoria posto a presidio e testimonianza delle tragedie delle persone migranti, oltre che segno di rispetto per le vittime e dall’alto valore per le nuove generazioni”.

Dopo l’esposizione alla Biennale d’Arte di Venezia del 2019, dove è stato visitato da migliaia di persone e da esponenti della cultura, delle istituzioni civili e religiose e del mondo dell’arte, il relitto è rimasto più del previsto sulla banchina dell’Arsenale, ma, risoltasi positivamente la controversia che ne aveva ritardato la partenza da Venezia, il barcone è tornato a casa.
Nell’aprile 2019 il relitto era stato ceduto dal ministero della Difesa alla città di Augusta che a sua volta, subito dopo, lo ha concesso in comodato d’uso per un anno all’artista Christoph Buchel per esporlo alla Biennale d’Arte di Venezia. La sua esposizione ha suscitato grande interesse e contrastanti giudizi e il barcone è adesso ampiamente noto come “Barca Nostra”. “Il ritardo del rientro del barcone ad Augusta – assicura il sindaco Giuseppe di Mare e il presidente del Comitato 18 aprile Cettina Saraceno – non ha indebolito l’idea e la volontà del Comitato 18 Aprile, dell’amministrazione comunale, degli organismi sociali, culturali e artistici e delle istituzioni scientifiche ed accademiche coinvolte affinché si realizzino il Giardino della memoria e il Museo dei diritti, un museo diffuso e in rete con altre realtà museali, sociali e culturali del Mediterraneo”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo