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Misure anti Covid. Ficara e Scerra: “forte ritardo delle Regioni”. Falcone: “zero euro per la Sicilia”. Art 9: “aprire teatri, cinema e sale concerti”

I parlamentari 5 Stelle: "Le Regioni hanno mancato sul tema dei trasporti locali e sanità". L'assessore Falcone: "la Sicilia non percepisce un solo euro dal Fondo nazionale per il Tpl". E Art. 9 chiede di mantenere aperti teatri, cinema e sale concerti al pari dei musei

“Non è il tempo delle polemiche ma è il tempo di agire, ognuno con le proprie competenze e responsabilità. Sappiamo che le ultime misure restrittive possano risultare indigeste a diverse categorie ma siamo al lavoro per trovare delle soluzioni per fornire loro un ristoro e rendere meno pesante questo momento di per sé già difficile senza lasciare nessun indietro. Ma deve essere chiaro a tutti che il risultato è tanto migliore quanto più ognuno fa la sua parte. Il governo nazionale da l’indirizzo e mette sul piatto le risorse, poi però anche le Regioni devono pur far qualcosa. E su sanità e trasporto pubblico si è, sin qui, peccato. Le Regioni hanno mancato sul tema dei trasporti locali. Gli interventi a livello regionale dovevano essere fatti per tempo, grazie anche ai 300 milioni stanziati nel decreto Agosto per potenziare il trasporto pubblico, soprattutto quello scolastico. A quanto risulta, la Sicilia non ha nemmeno risposto alle richieste del Ministero. E poi c’è il tema della sanità, con molte regioni in ritardo sui posti in terapia intensiva e sulle Usca. In Sicilia, i pazienti affetti da Covid ricoverati in terapia intensiva sono, al 25 ottobre, 95. I posti letto totali sono 538, per una saturazione pari al 17,66%. Restano però solo 66 letti disponibili prima di raggiungere la soglia di emergenza del 30%. In questi mesi, con le risorse disponibili, in Sicilia si sarebbero potuti avere fino a 709 posti di terapia intensiva”. Questa l’analisi di Paolo Ficara e Filippo Scerra, parlamentari siracusani del MoVimento 5 Stelle. “Abbiamo già espresso la nostra posizione sui ristori: devono essere efficaci e veloci, sia per chi ha già usufruito delle precedenti misure, sia anche per i nuovi soggetti che ne faranno richiesta”, concludono Scerra e Ficara

Ma le dichiarazioni dei 5 Stelle (e del viceministro Cancelleri) sul trasporto pubblico locale non piacciono all’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Regione Siciliana Marco Falcone. “Sono non soltanto paradossali, ma forse anche frutto di mediocre conoscenza della realtà – dice – Innanzitutto la Sicilia, a differenza di tante altre Regioni d’Italia, non percepisce un solo euro dal Fondo nazionale per il Tpl. Vorrei ricordare, inoltre, che dei 300 milioni, alla Sicilia ne dovrebbero arrivare appena 14 rispetto agli 80 milioni inizialmente promessi. E, comunque, 14 milioni sono appena l’8 per cento di quanto spende la Sicilia per il Tpl ogni anno. Questi fondi da Roma dovevano servire per compensare il minore sbigliettamento delle aziende dovuto alla crisi del covid 19. Serviranno, invece, a molto poco. Poiché Cancelleri non ha mai partecipato alle riunioni tra il ministro De Micheli e i presidenti delle Regioni o gli assessori ai Trasporti, dimostra poca contezza dell’argomento in questione. Per quanto riguarda le misure emergenziali se da un lato abbiamo ridotto del 50 per cento la possibilità di riempimento dei mezzi del Tpl, dall’altro lato stiamo mettendo a punto i necessari servizi aggiuntivi. Il tutto senza che lo Stato abbia erogato risorse alla nostra terra, che è anche quello di Cancelleri. Da un uomo che dice di essere di Stato, ci aspetteremmo meno dichiarazioni vuote e più fatti a difesa della Sicilia. Ancora, purtroppo, ne abbiamo visti pochini. Ma anche in questo caso non possiamo arrogarci noi il diritto di giudicare. Lo faranno, come già avvenuto in precedenza, gli elettori”.

Infine Articolo 9, attraverso il suo direttivo, lancia un appello al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in virtù dei poteri e delle competenze esclusive conferitegli dallo Statuto Speciale, a rimodulare con una propria ordinanza quanto disposto dall’ultimo Dpcm, riguardo al settore dello spettacolo (teatri, cinema, sale da concerti), analogamente a quanto predisposto dalla ordinanza n 49 del Trentino Alto Adige, entrata in vigore ieri, che consente lo svolgimento di tali attività fino alle ore 23, pur nel recepimento in larga misura delle disposizioni nazionali.

“Tenuto conto delle conseguenze nefaste sull’intero comparto culturale e teatrale di una chiusura totale anche alla luce dei notevoli investimenti attraverso i quali ha ottemperato a quanto previsto dalle normative vigenti in fase pandemica, assicurando ai Teatri, ai cinema e ai luoghi di cultura il pieno rispetto dei protocolli di sicurezza e tutela della salute – dicono il presidente Fabio Granata e Giuseppe Di Pasquale, Fulvia Toscano, Daniele Tranchida, Costanza Messina, Checco Rovella, Michela Bottino, Andrea Cerra, Michele Benfari e Guido Meli – chiediamo di mantenere aperti teatri, cinema e sale concerti al pari dei musei, essendo luoghi sicuri e dove il pubblico è seduto in silenzio con mascherina e dove l’uscita e l’entrata sono regolati con distanziamento e controlli con scanner delle temperature.Luoghi dove soprattutto resta ancora possibile allontanarsi mentalmente da una triste quotidianità attraverso l’arte e la bellezza”.


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