La Procura di Messina ha iscritto sette persone nel registro degli indagati per la morte in carcere di Stefano Argentino, l’uomo accusato dell’omicidio di Sara Campanella.
“Sette indagati è già presagio di plurime responsabilità, probabilmente fra loro correlate. Al momento è troppo presto e si possono fare soltanto supposizioni, – Giuseppe Cultrera, legale di Stefano Argentino, – auspico soltanto che, almeno stavolta, le indagini siano approfondite e possano portare a risultati concreti. Stefano avrebbe dovuto essere rinchiuso in una Rems o in un Istituto a custodia attenuata: il suo stato mentale – venuto a galla anche dalle indagini degli inquirenti – non era compatibile con la custodia in carcere”
Argentino è stato trovato senza vita lo scorso 6 agosto: sembra che si sia allontanato dagli altri detenuti e poi è stato ritrovato morto dagli agenti della polizia penitenziaria.
Il giovane, collega di università di Sara, era stato arrestato la sera stessa della tragica morte della ragazza, accoltellata all’uscita del Policlinico dove seguiva una lezione. I carabinieri lo avevano rintracciato a Noto. Il giovane aveva confessato di averla uccisa. La procura aveva chiesto il rito immediato, contestando l’omicidio con l’aggravante della premeditazione e della crudeltà. L’udienza era fissata per il 10 settembre.
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