Non è solo una collezione di moto. È un tuffo nella memoria, un racconto fatto di acciaio, passione e polvere di strada. Il Museo delle Moto d’Epoca di Melilli è qualcosa di più: è un’esperienza che vibra, proprio come i motori che custodisce.
Da quando l’Amministrazione Carta ha sposato questa avventura, insieme al vulcanico Pippo Bellofiore e a un gruppo di irriducibili appassionati, quel piccolo scrigno nel cuore del Palazzo Municipale è diventato un crocevia di storie. Ogni modello esposto nel suggestivo dammuso, all’interno del Palazzo Municipale, non è un semplice oggetto: è un pezzo di vita, con le sue cicatrici, le sue vittorie e il suo carattere. E c’è sempre qualcuno, tra i proprietari o i volontari, pronto a sussurrarne i segreti con quella luce negli occhi che solo i veri innamorati hanno.
Ma qui le moto non stanno mai ferme. Anzi, spesso “scappano” dal museo per invadere le piazze e i vicoli più suggestivi della Terrazza degli Iblei, trasformando il borgo in un palcoscenico a cielo aperto. E poi ripartono, in carovane rumorose, alla scoperta degli angoli più segreti del territorio. Perché questo progetto non è fatto di teche polverose, ma di incontri, di scorci improvvisi e di quel misto unico di cultura e adrenalina.
Una perla incastonata negli iblei visitabile sempre – su appuntamento – e che vedrà affiancare il palinsesto dell’estate melillese per tutta la sua durata. Questo weekend, infatti, sarà possibile visitare il museo, sabato e domenica, dalle 10 alle 12.00 e dalle 16 alle 20.30, in maniera tale da poter “accompagnare” i visitatori della Terrazza degli Iblei in vista degli spettacoli musicali e teatrali
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