Arriva nelle sale, oggi, giovedì 29 gennaio “Le cose non dette”, il nuovo film di Gabriele Muccino, che segna il ritorno del regista romano al racconto delle relazioni sentimentali fragili, dei legami incrinati e delle verità taciute.
Il cast è di altissimo livello: Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini guidano una pellicola intensa, corale e profondamente emotiva.
Il legame con Siracusa
Non tutti sanno che Le cose non dette è tratto dal romanzo “Siracusa” di Delia Ephron, che firma anche la sceneggiatura insieme a Muccino. Un legame non solo narrativo, ma simbolico: la città siciliana diventa metafora di bellezza e tensione, luce e ombra, desiderio e conflitto.
L’adattamento cinematografico conserva l’impianto narrativo del libro, ma ne accentua la dimensione visiva ed emotiva, trasformando il viaggio – che nel film si sposta in Marocco – in uno spazio sospeso, caldo e implacabile, dove i personaggi sono costretti a fare i conti con ciò che non riescono a dire.
La storia: quattro verità, un solo finale
Il romanzo racconta la vacanza in Sicilia di due coppie americane molto diverse tra loro:
Michael e Lizzie, raffinati newyorkesi, lui scrittore affermato e lei giornalista precaria; Finn e Taylor, provenienti dal Maine, con una figlia silenziosa e inquieta.
Un viaggio nato quasi per caso si trasforma presto in un campo minato fatto di gelosie, attrazioni incrociate, bugie e tensioni mai risolte. Sotto il sole di Siracusa emergono zone d’ombra sempre più profonde, fino a un epilogo tragico raccontato attraverso quattro punti di vista differenti, che convergono in un’unica verità.
Il film: Muccino e le fratture dell’amore
Con Le cose non dette, Muccino torna al territorio che gli è più congeniale: quello delle relazioni sull’orlo della rottura, degli equilibri apparenti e delle emozioni represse. Il regista sposta lo sguardo sui conflitti interiori dell’età adulta, raccontando l’incapacità di comunicare come uno dei mali più profondi del nostro tempo.
Le musiche originali sono firmate da Paolo Buonvino, storico collaboratore del regista. Il brano inedito “Le cose non dette”, interpretato da Mahmood, accompagna il film come un’eco emotiva, dando voce a tutto ciò che i personaggi non riescono a esprimere.
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