Siracusa muove ufficialmente il primo passo verso uno degli obiettivi più ambiziosi degli ultimi anni: la candidatura a Capitale europea della Cultura 2033. È stata presentata oggi la Fondazione “Siracusa 2033”, organismo che guiderà il percorso di costruzione del dossier e della rete territoriale necessaria per arrivare all’appuntamento europeo.
Un progetto che, come sottolineato dai protagonisti della presentazione, guarda ben oltre la sola candidatura. A spiegare il senso dell’iniziativa è il presidente della fondazione Giovanni Cafeo. “L’obiettivo è chiaro ed è conclamato: la candidatura. Ma non ci accontentiamo di arrivare a una short list, questa volta vogliamo andare oltre”.
Cafeo parla di una gestazione lunga e di un percorso che oggi entra nella sua fase operativa anche grazie al riconoscimento formale ottenuto dalla Prefettura. “Finalmente oggi si parte ufficialmente, con l’idea di costruire un progetto che lasci qualcosa di concreto sul territorio”.
Il cuore dell’iniziativa, spiega, è la capacità di coinvolgere tutte le anime della città. “Si parte dal coinvolgimento di tutti gli attori economici e degli enti locali, per condividere un percorso che va oltre chi oggi lo propone”.
Un progetto pensato con una prospettiva di lungo periodo. “Anche se arrivassimo soltanto all’obiettivo intermedio della short list, io non sarò più presidente della fondazione e Francesco Italia non sarà più sindaco. Ed è proprio questo l’aspetto rivoluzionario: deve essere una cosa di tutti”.
Tra i sogni dichiarati della candidatura c’è anche la possibilità di rilanciare Siracusa come polo culturale del Mediterraneo. “Uno degli effetti positivi potrebbe essere il risveglio di una speranza collettiva e la realizzazione di cose di cui si parla da sempre ma che non si sono mai fatte. Penso, ad esempio, alla Biennale del Mediterraneo e alla possibilità di ristabilire rapporti stabili con i Paesi dell’area”.
Accanto a Cafeo, anche Laura Milani, imprenditrice culturale e figura coinvolta nel progetto, ha sottolineato il valore del percorso. “Ciò che conta davvero è il cammino che si costruisce. Siracusa ha tutte le carte in regola per candidarsi e per rendere ancora più tangibile un sistema culturale già molto virtuoso”.
Milani richiama anche la propria esperienza personale con la città. “Da cosa nasce cosa. Sono arrivata qui anni fa per la mostra di Davide Bramante e da allora è nato un rapporto forte con Siracusa. Mi è stato chiesto di restare e ragionare su questa candidatura già da un paio d’anni”.
Il sindaco Francesco Italia inserisce la fondazione dentro una visione urbana più ampia. “Per me conta soprattutto il percorso, che ha visto prima la giunta, poi il Consiglio comunale e poi tantissime associazioni e cittadini concorrere a una visione di lunga gittata”. Una visione che guarda direttamente al 2033. “La Siracusa del 2033 sarà una città con più infrastrutture sportive, nuove scuole, un grande archeoparco nel centro urbano”.
Per il primo cittadino, la candidatura dovrà raccontare una città che evolve senza perdere identità. “Una città che continua a trasformarsi rimanendo fortemente se stessa e tutelando gelosamente la propria identità”. Il vero banco di prova, conclude, sarà la capacità di fare rete. “La nostra è una città in cui spesso prevalgono i giocatori singoli. La sfida è proprio questa: creare una rete vera”.
Particolare attenzione è stata posta anche al coinvolgimento delle nuove generazioni. “Ci lascia ben sperare la forte presenza di giovani all’interno del comitato organizzatore e del comitato scientifico, perché è a loro che dobbiamo consegnare questa visione”.
Con la nascita della fondazione, Siracusa apre dunque formalmente il proprio percorso verso il 2033, puntando non solo alla candidatura ma a costruire una visione culturale e urbana di lungo respiro.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni





