Covid, in provincia di Siracusa 14 nuovi positivi nelle ultime 24 ore

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Nasce l’associazione “Familiari vittime del Covid”: Isabella e Rizzuto ascoltati in commissione Ars

È stata l’occasione per dar forza e sostegno al DL presentato dall’On. Alfio Papale a dicembre 2020, ancora fermo in commissione Sanità nella speranza di poter accelerare l’iter

Si è svolta ieri a Palermo in Assemblea Regionale Siciliana, la VI Commissione, commissione Servizi Sociali e sanitari, in cui è stata sentita in audizione l’associazione Familiari Vittime del Covid Sicilia, nelle persone del presidente Simone Isabella e del vice presidente Audenzio Rizzuto. I due professionisti, assieme a diverse altri familiari che hanno condiviso il dramma della perdita del loro padre per Covid 19, hanno dato vita all’associazione allo scopo di fare luce e chiarezza su quanto accaduto, sulle cure, e sull’iter che ha portato i loro genitori in 15 giorni, dal ricovero alla morte. Come hanno in diverse circostanze fatto notare, troppi dubbi e poca attenzione è stata riservata ai familiari in questi ultimi 12 mesi e aver avuto la possibilità di essere ascoltati dall’istituzione in commissione è stato certamente utile per dare ai familiari la possibilità di interloquire e confrontarsi con la massima istituzione parlamentare in tema di Sanità.

Come riferiscono Simone e Audenzio, è stata anche l’occasione per dar forza e sostegno al DL presentato dall’On. Alfio Papale a dicembre 2020, ancora fermo in commissione Sanità nella speranza di poter accelerare l’iter. Un grosso ringraziamento i due rappresentanti dei familiari lo fanno alla presidente della commissione Sanità Margherita La Rocca Ruvolo e al deputato regionale Giorgio Pasqua, per gli impegni presi, in questa occasione, a portare presto in commissione la proposta di Legge per la sua discussione e per gli impegni circa l’accesso agli atti su diversi informazioni circa la preparazione della Sanità siciliana nel marzo 2020, dell’idoneità degli ospedali adibiti a Covid, e dell’esistenza del Piano pandemico regionale oltre che della sua attuazione.

“Noi tutti ci siamo fidati della nostra sanità e ci siamo affidati alle nostre strutture – dicono Isabella e Rizzuto – certi e consapevoli di trovare ospedali, idonei, preparati e personale pronto e formato, come appunto prevede il piano pandemico. Alla luce delle risultanze dello stesso assessorato, che in aprile 2020, con l’istituzione del Covid Team inviato a controllare l’Umberto 1° di Siracusa, l’Umberto 1° così come organizzato non era idoneo e nelle settimane successive furono, infatti, programmati diversi interventi. Tra marzo e aprile 2020 sono morte a Siracusa tantissime persone per covid 19, troppe rispetto al numero dei ricoveri, e questo anche in diversi altri reparti. Troppa approssimazione, confusione e promiscuità dei locali portò tanti pazienti ricoverati per altre patologie ad essersi infettati in ospedale e poi a morire; tanti pazienti sospetti Covid, lasciati in pronto soccorso per 10/12 ore senza nessun tampone, a continuo contatto con infermieri e primario del pronto soccorso poi risultati il 28 marzo positivi al covid. Quello era il periodo in cui, come riferì l’infermiere (cosiddetto mascherato) Marco Salvo, gli infermieri lavoravano senza dpi e gli stessi ricevettero una mail dall’Asp, che li esortava a non indossare la mascherina per non creare panico tra i pazienti. Ma ci rendiamo conto di questa assurdità. Mentre a Bergamo già avevamo negli ospedali i primi morti di Covid a Siracusa si pensava a non allarmare i pazienti, non a proteggerli. Questa storia, mettendo insieme tutti i pezzi della vicenda, è paradossale e non capisco come sia possibile che nessuno da risposte precise, puntuali su questo”.

L’associazione, riferiscono i due rappresentanti pretende la verità, pretende di avere le risposte ai dubbi affinché ci si possa ancora fidare della sanità pubblica nel prossimo futuro, fiducia messa in dubbio dalla ricostruzione di questi eventi.


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