C’è un luogo, nelle campagne tra Cassibile e San Michele, dove la memoria della Seconda guerra mondiale continua a vivere non solo nei libri di storia, ma nei racconti di famiglia, nei documenti d’archivio e nelle emozioni di chi arriva da ogni parte del mondo per ritrovare un pezzo del proprio passato.
A custodire questa memoria è Lucia Pascarelli Sinatra, proprietaria di Donna Coraly, struttura ricettiva immersa nei luoghi che nel 1943 ospitarono il Fairfield Camp, il grande accampamento alleato dove venne firmato l’Armistizio di Cassibile.
Un progetto nato dieci anni fa quasi come un dovere morale, quando Pascarelli Sinatra decise di riposizionare la storica pietra che indicava il luogo dell’armistizio. “Mi sono resa conto che c’era molta confusione su questo tema – racconta – e ho sentito il bisogno di fare chiarezza su un episodio fondamentale della storia italiana”.
Quella pietra, lasciata dai soldati alleati dopo la firma dell’armistizio del 1943, riportava la scritta “Armistizio di Cassibile”, nonostante il cuore operativo del campo sorgesse nell’area di San Michele, a pochi chilometri di distanza. “Il Fairfield Camp era vastissimo – spiega – arrivava da Torre Cuba fino a Santa Teresa Longarini. Qui si svolgevano le attività strategiche e proprio qui è stata lasciata quella pietra”.
Da lì è iniziato un lungo lavoro di ricerca storica e ricostruzione della memoria. “Sono la quinta generazione della mia famiglia legata a questi luoghi – racconta ancora – e sono cresciuta ascoltando i racconti dei miei nonni. Quando ho creato Donna Coraly, dedicandola a mia nonna Coraly, ho sentito il dovere di farmi portavoce di questa eredità storica”.
Negli anni, però, il semplice cippo commemorativo non le è più sembrato sufficiente. Così è nata l’idea più ambiziosa: ricostruire l’esatta copia della tenda dove venne firmato l’armistizio. Una tenda immersiva, all’interno della quale i visitatori possono rivivere quei giorni attraverso installazioni multimediali, testimonianze storiche e contenuti audiovisivi. “Volevo coinvolgere emotivamente gli ospiti – spiega –. All’interno della tenda si ascoltano le testimonianze dei protagonisti di quei giorni, come il generale Castellano e Bedell Smith, che parlano nella loro lingua originale con sottotitoli. Raccontano cosa accadde prima e durante la firma dell’armistizio”.
Il progetto è stato realizzato con la collaborazione dello stesso team che ha curato il percorso immersivo del Museo dello Sbarco di Catania. E le reazioni dei visitatori, racconta Pascarelli Sinatra, sono spesso commoventi. “Le persone si siedono, ascoltano, si emozionano, firmano il registro e condividono i propri ricordi. Ho un pubblico molto internazionale e arrivano storie da ogni parte del mondo”.
Tra gli episodi che più l’hanno colpita c’è quello di un visitatore americano arrivato davanti alla pietra commemorativa. “Il giorno dopo mi disse che aveva passato la notte pensando a suo nonno, che gli raccontava sempre di essere stato presente alla firma dell’armistizio di Cassibile. A un certo punto si rese conto che doveva essere proprio qui”.
E il progetto non si fermerà qui. L’obiettivo di Lucia Pascarelli Sinatra è continuare ad arricchire la tenda con nuovi documenti, testimonianze e cimeli storici. “Vorrei che diventasse un grande contenitore di memoria – conclude – perché l’armistizio, prima di tutto, è stato un momento di pace. E questi luoghi meritano di continuare a raccontarlo”.
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