È sempre più drammatica la situazione nella Striscia di Gaza dove l’inferno della guerra colpisce sempre più donne e bambini che, feriti, vengono portati in ospedali dove si fa sempre più fatica ad assisterli, in condizioni igienico-sanitarie critiche, con guanti, garze e disinfettanti che scarseggiano, e neanche l’anestetico per fare le operazioni.
Tra i medici che aiutano tra le enormi difficoltà c’è anche Tiziana Roggio, trentasettenne originaria di Augusta, volontaria per la Ong inglese Ideals, che sta consumando le sue ferie all’ospedale Nasser di Khan Younis, a sud della Striscia, dove si occupa di chirurgia plastica.
Al Corriere della sera e Rainews ha raccontato le sue giornate in mezzo della guerra: “Operiamo 10-11 pazienti al giorno, stiamo in sala 12 ore tutti i giorni e vediamo lesioni devastanti –ha detto -. Moltissime delle persone che sopravvivono avranno invalidità serie a vita. Due giorni fa c’era questo bambino di tre anni completamente ustionato che non diceva una parola. Niente. Nemmeno un lamento. Ho pensato a lui a lungo, al trauma che ha vissuto e che vivrà nella vita… L’altro giorno è arrivato un ragazzo rimasto paraplegico per una ferita d’arma da fuoco…avrà avuto si e no 25 anni. Magari operi bambini e poi cerchi i parenti ma non ce ne sono perché quei piccoli sono gli unici superstiti”.
La paura più grande? Non le bombe ma “che possano evacuare l’ospedale. Per adesso siamo fuori dall’ordine di evacuazione ma se ci dicessero di sfollare molti pazienti morirebbero”.
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