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Non funziona l’ascensore in una scuola a Priolo: a rischio le lezioni per studente in carrozzina

La denuncia arriva dell'associazione 20 novembre 1989 che già a giugno aveva chiesto di rimettere in funzione l’ascensore

Un ascensore non funzionante in un plesso scolastico di Priolo mette a rischio l’imminente inizio dell’anno scolastico per uno studente in carrozzina. La denuncia arriva da Seby Amenta, vicepresidente nazionale dell’associazione 20 novembre 1989, che si occupa della tutela delle persone affette da disabilità, che già a giugno aveva ricevuto la segnalazione di una criticità nella succursale di una scuola superiore in via Di Mauro a causa della non funzionalità dell’ascensore per accedere al primo piano e aveva chiesto al sindaco Giuseppe Gianni di attivarlo.

Il sindaco mi aveva rassicurato che avrebbe fatto tutto celermente, invece ad oggi, a meno di una settimana dell’inizio del nuovo anno scolastico, l’ascensore ancora non è stato attivato, – scrive Amenta- creando un disagio al piccolo alunno e una palese violazione della legge 41/1986 che recita che il Peba viene definito a tutti gli effetti come uno strumento urbanistico che ha come finalità la conoscenza delle situazioni di impedimento, rischio ed ostacolo per la fruizione di edifici e spazi pubblici, così come il Dpr 503/1996 che stabilisce che agli edifici o spazi pubblici esistenti devono essere apportati tutti gli accorgimenti finalizzati all’abbattimento barriere architettoniche al fine di garantire la completa fruibilità dello spazio anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità”.

Cosi ieri la famiglia si è vista recapitare dalla scuola, che tra l’altro ha richiesto ufficialmente l’attivazione dell’ascensore proprio per accogliere il ragazzino con disabilità motoria, il diniego a spostarlo nella succursale di Priolo a meno da una settimana dell’inizio della ripresa delle lezioni perchè l’ascensore ancora non è stato attivato. “Trovo veramente questa vicenda assurda e incresciosa, – aggiunge- trovare un edificio pubblico in questo caso addirittura una scuola, con barriere che crea una preclusione di un diritto inalienabile, che è quello dello studio. Ho esposto il problema anche al leader dell’opposizione Alessandro Biamonte con l’augurio che la politica possa risolvere la vicenda celerissimamente per il bene supremo del piccolo e della famiglia stessa”.


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