L’immigrazione vista come accoglienza ed integrazione, la necessità di innovare la normativa sulla cittadinanza, l’interculturalità piuttosto che la multiculturalità, le testimonianze di chi da anni è impegnato nel primo soccorso dei migranti sbarcati nell’area sudorientale della Sicilia (Portopalo di Capo Passero).
Questi i temi toccati nell’incontro svoltosi ieri pomeriggio a Noto (Palazzo Giavanti), nella sede Cumo. Davanti ad un pubblico numeroso (studenti, docenti e dirigenti del consorzio universitario), è stata la docente Silvana Scrofani a presentare i relatori. Il primo intervento è stato di Fernando Cammisuli, professore dell’Università di Catania ed ex sindaco di Portopalo nel decennio ‘99/2009.
Cammisuli ha relazionato sull’impegno palesato nel corso di questi anni dal volontariato portopalese nelle fasi della prima accoglienza dei migranti. Sui “respingimenti” nel Mediterraneo, Cammisuli ha aggiunto: “L’Italia ha ceduto al ricatto di Gheddafi. Non ho alcun dubbio a dichiararmi contrario ai respingimenti, una pratica che fa venire meno l’aspetto umanitario, rimandando tutti indiscriminatamente, persino i potenziali richiedenti asilo in fuga da guerre e persecuzioni”.
Carlo Parini, responsabile del Gruppo interforze di contrasto dell’immigrazione clandestina della Procura di Siracusa, ha fornito alcuni dati relativi agli sbarchi nel territorio siracusano: “La Procura di Siracusa è stata sempre in prima linea nell’azione di contrasto all’immigrazione clandestina ma mettendo al centro della sua attività l’aspetto umano, i drammi di tanta gente che attraversa il deserto, affronta la traversata in mare nella speranza di un futuro migliore. La semplificazione “immigrato = criminale” è aberrante e non rispecchia la realtà”.
Prima della proiezione del documentario “Il viaggio di Adamo, storie di naufragi e accoglienza”, il giornalista Sergio Taccone ha sottolineato la necessità di rivedere l’istituto della cittadinanza, facendo riferimento ai rilievi mossi dalla Conferenza Episcopale Italiana. Per Salvatore Cavallo, direttore amministrativo del Cumo, “l’incontro è utile per far riflettere i nostri giovani su un tema quanto mai attuale, trattato dai relatori con chiarezza e competenza”.
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