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Noto: “Il primato del pedone e del più debole segno distintivo di civiltà”, sopralluogo per le vie della cittadina

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota da parte dell’associazione “NOTOriaMENTE”:

“L’anno scorso l’Unione Europea ha indetto la prima edizione dell’Access City Award, un premio per la città che si è maggiormente distinta in Europa per avere reso le proprie strutture accessibili ai diversamente abili. A vincere nel 2010 è stata la città spagnola di Avila. In futuro, nell’ambito di una strategia di affermazione dei diritti dei più deboli, vorremmo che fosse Noto e vorremmo che comunque presto Noto fosse in condizione di candidarsi. Abbiamo apprezzato, infatti, la capacità dell’Amministrazione, qualche settimana addietro, di abbattere finalmente le barriere architettoniche dell’ex convitto Ragusa permettendo a chi prima non poteva di assistere alle manifestazioni che ivi si svolgono.

Per questa ragione, questa settimana. l’Associazione NOTOriaMENTE ha dedicato la propria attività di sopralluogo sulle vie di Noto al grado di vivibilità dei pedoni, dei più piccoli e dei diversamente abili. Molti elementi purtroppo, lungo le vie cittadine, impediscono alle categorie sopra citate di vivere la città come tutte le altre. A volte, l’attenzione nei confronti del pedone è del tutto assente, come in occasione delle tante strade prive di strisce pedonali (piazza Bolivar) o con segnaletica orizzontale del tutto sbiadita (vedi via Vespucci incrocio via Aurispa).

Spesso i marciapiedi sono troppo stretti per gli utenti più deboli o in alcuni casi, paradossalmente, sui marciapiedi è stato installato l’impianto di illuminazione impedendo la transitabilità a passeggini e carrozzine (vedi foto via Vespucci oppure viale Principe di Piemonte). Ci sono casi in cui i marciapiedi esistono ma sono privi di scivoli oppure lo scivolo è previsto all’inizio ma non alla fine del marciapiede stesso, quasi non fosse prevista la discesa del pedone in passeggino o carrozzina da quel marciapiede. Di fronte a noi, molte persone camminavano naturalmente per strada, dando per scontati questi ostacoli (piazza Sgroi e viale Principe di Piemonte).

Senza tenere in considerazione strade in cui pur consentendolo la larghezza della carreggiata, non vi è alcun marciapiede, neanche in prossimità di Istituti scolastici (per es. via Montessori, in cui pur essendo presenti e visibili le strisce pedonali, non esistono i marciapiedi!). In alcune zone molto transitate – spesso luoghi di brutti incidenti – mancano perfino la segnaletica stradale orizzontale e gli specchi (vedi via G. Aurispa che interseca Via D. Giordano).

Nei pressi dei più frequentati supermercati mancano i dossi rallentatori oltre alle strisce pedonali ed ai marciapiedi (vedi via Romagnosi e via Fortunato che interseca la principale via Napoli).
Abbiamo tentato di attenzionare solo alcune delle zone principali in cui attualmente i pedoni si ritrovano a dover lottare inefficienze varie di cui spesso rimangono vittime. Non ci siamo addentrati a trattare le barriere architettoniche lungo il corso principale della città solo perché fiduciosi che in quella direzione qualcosa si stia già muovendo dopo l’abbattimento delle barriere architettoniche all’ex convitto Ragusa proprio in occasione della conferenza “Universo Donna: brillare di luce propria”.

Ci permettiamo di dare il giusto risalto a tematiche di grande interesse nell’ottica dell’efficacia e dell’efficienza dell’Amministrazione comunale, seppur consapevoli che non si tratta di interventi attuabili tutti a breve scadenza, ma che comunque vada affermato il principio del primato del pedone e del più debole quale segno distintivo di una civiltà”.


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