Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del vicepresidente del PD e componente della commmissione sanità dell’ Ars, Roberto De Benedictis:
“La prossima settimana l’assessorato della Salute convocherà a Palermo le due cliniche private interessate a trasferirsi nell’ospedale di Noto per definire la convenzione da stipulare, secondo quanto mi è stato assicurato dall’Assessore Russo, con l’impegno che nessuno degli attuali reparti lascerà Noto se non contestualmente all’ingresso dei privati”. Lo dice Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo PD e componente della commissione Sanità all’Ars.”
“Complessivamente i posti letto sarebbero 132, così distinti: urologia 12 p.l., chirurgia generale 12 p.l., neurochirurgia 8 p.l., terapia intensiva 4 p.l., cardiologia 12 p.l., UTIC 4 p.l., medicina generale 8 p.l., neurologia 8 p.l., riabilitazione 24 p.l., day hospital e day surgery 16 p.l., lungodegenza 24 p.l.. Tutte le branche sarebbero specializzate in modo da non confliggere con quelle dell’ospedale di Avola, evitando al massimo le duplicazioni. Il nuovo Trigona avrebbe comunque il proprio servizio di radiologia e diagnostica per immagini (con risonanza magnetica e tac), il laboratorio di analisi e quello di anatomia patologica.”
“Per quanto riguarda i posti per acuti, ricordo che i privati trasferirebbero e accorperebbero nel plesso di Noto i posti letto che già hanno in convenzione nelle proprie cliniche, senza alcuna incremento di essi, facendosi carico degli indispensabili adeguamenti strutturali ed impiantistici dell’edificio.”
“Com’è noto, la spending review del governo Monti impone anche misure per una maggiore razionalizzazione della rete ospedaliera e va in questa direzione questo disegno complessivo di concentrare l’offerta pubblica ad Avola, in un unico ospedale completo e funzionale, e contestualmente trasferire ed accorpare nell’ospedale di Noto due cliniche private della provincia, con un miglioramento quantitativo e qualitativo della sanità nella zona sud e dell’intera provincia che, a parità di spesa, potrà ridurne di molto l’attuale emigrazione sanitaria. E’ anche per questo che il progetto deve andare in porto presto, sperando che le fibrillazioni elettorali non ne condizionino o ne rallentino il passo, come purtroppo è avvenuto finora.”
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