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Noto: sequestro area con lastre Eternit, comandante Cuzzocrea: “Rifiuti pericolosi deturpano e alimentano morti silenziose”

Nelle scorse ore, le Fiamme Gialle netine, nell’ambito di servizi, disposti a più largo raggio dal Comando Provinciale, di controllo del territorio e prevenzione di reati in materia di polizia ambientale e per il contrasto al fenomeno di abbandono incontrollato di rifiuti, hanno circoscritto e sottoposto a sequestro un’area in cui è stato rinvenuto, tra l’altro, materiale edile proveniente dalla dismissione di copertura in lastre in fibro-cemento del tipo Eternit.

Nello specifico, in stato di completo abbandono all’interno del sito in questione, non molto distante dall’area denominata “Isola Ecologica” di proprietà del Comune di Noto ove, ironia della sorte, a richiesta del predetto Ente, sono posizionati alcuni contenitori per la raccolta differenziata di rifiuti nella diversa tipologia urbana, i finanzieri hanno rivenuto lastre, tubi, serbatoi, grondaie in parte integri e parte frantumati, per un quantitativo approssimativo di circa 5000 Kg. Sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti ulteriori tesi ad acquisire dati utili ai fini dell’individuazione dei responsabili.

La pericolosità dei materiali rivenuti è dovuta alla possibile liberazione di fibre di amianto, normalmente legate alla malta cementizia e connessa all’inosservanza delle previste modalità di smaltimento da parte di soggetti che si sbarazzano del pericoloso materiale mettendo a repentaglio la propria e le altrui vite.
I controlli quotidiani della Guardia di Finanza in materia ambientale riguardano, da un lato, gli illeciti urbanistico-edilizi, perpetrati con preoccupante costanza sul territorio netino, che ospita una mole cospicua di edifici completamente abusivi, e, dall’altro, l’osservanza delle disposizioni normative sulla gestione, stoccaggio, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti.

“In realtà – spiega il Comandante Provinciale – Col. Giuseppe Cuzzocrea – gli strumenti legislativi non bastano da soli ad arginare tale preoccupante fenomeno: il territorio, infatti, viene “violentato” anche a causa di un atteggiamento dissennato da parte non solo di molti addetti ai lavori ma, a volte, anche degli stessi normali cittadini. Non dimentichiamo che la noncuranza e sottovalutazione sia nei confronti della gestione dei rifiuti pericolosi che di abusi di vario genere, oltre che determinare una progressiva deturpazione di un patrimonio collettivo indiscusso, che dovrebbe costituire il fiore all’occhiello di questa zona, alimenta, altresì, migliaia di cd. morti ‘silenziose’, che meritano giustizia.”


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