La bozza della nuova rete ospedaliera regionale, attualmente al vaglio della Regione Siciliana, prevede importanti novità per la provincia di Siracusa, tra luci e ombre che stanno già alimentando forti tensioni sul territorio, con in prima linea i sindaci dell’area nord (Lentini, Carlentini, Francofonte) e sud (Noto e Avola su tutti). Se da un lato viene confermata la futura classificazione a DEA di II livello per il nuovo ospedale del capoluogo – il massimo riconoscimento in termini di complessità e specializzazione dei servizi – dall’altro emergono tagli immediati ai posti letto nelle strutture esistenti, in un territorio già duramente provato da anni di carenze e depotenziamenti.
Il nuovo presidio ospedaliero, per cui la Regione conferma la volontà di procedere, resta però ancora in fase progettuale e non sarà operativo prima di 5-6 anni. Nel frattempo, secondo quanto emerge dalla bozza in discussione, la provincia di Siracusa perderà 25 posti letto per acuti, a fronte di un incremento di soli 8 posti per pazienti post-acuti. Un saldo fortemente negativo, che rischia di compromettere ulteriormente l’offerta sanitaria provinciale.
Secondo l’analisi del Partito Democratico provinciale, a firma di Antonella Fucile (responsabile Sanità) e del segretario provinciale Piergiorgio Gerratana, il piano segue una logica di “tagli immediati e promesse future”, lasciando presagire ricadute critiche sui pronto soccorso, sulle liste d’attesa e più in generale sull’accesso alle cure.
Nel dettaglio sul futuro nuovo ospedale di Siracusa è previsto l’arrivo di 51 nuovi posti per acuti in discipline complesse come cardiochirurgia, neurochirurgia e chirurgia toracica, oltre a 8 per post-acuti. Alcune dotazioni potrebbero essere anticipate nell’attuale Umberto I (tra cui 8 posti di chirurgia pediatrica), ma restano incertezza e tempi lunghi.
Per quanto riguarda l’ospedale Umberto I è previsto aumento da 38 a 44 posti in terapia intensiva, ma eliminazione dei 16 di terapia semintensiva attivati in era Covid. Ad Avola invece è prevista la perdita di 13 posti letto per acuti, mentre a Noto 8 posti in più in day hospital, ma taglio di 8 posti in riabilitazione. Un taglio che il Pd definisce una “grave penalizzazione per l’Ortopedia-Traumatologia, considerata un’eccellenza nazionale con oltre 1.000 interventi l’anno.”
Per quanto riguarda il Muscatello di Augusta sono previsti 10 posti in più in Geriatria e 4 in meno tra ORL e oncologia. Qui il Dem sottolineano la preoccupante assenza della voce “Centro Amianto” nella bozza.
Infine Lentini risulterebbe il nosocomio più penalizzato, con una perdita netta di 22 posti letto per acuti e la soppressione della Geriatria con in cambio solo 2 nuovi posti in riabilitazione.
A tutto questo i Dem lamentano l’assenza di indicazioni sul personale sanitario, elemento chiave per l’attivazione delle nuove specialità, e la mancata definizione dei tempi di attuazione delle modifiche. Anche la Radiologia Interventistica, indispensabile in un DEA di II livello, non comparirebbe nella bozza, lasciando perplessi molti operatori del settore.
Nella recente conferenza dei sindaci della provincia tenuta ieri a Palazzo Vermexio, i primi cittadini hanno espresso netta contrarietà al piano nella sua attuale formulazione. “Non è possibile accettare tagli senza avere prima il nuovo ospedale operativo“, è stato il coro unanime, con l’esplicita richiesta di lasciare la rete ospedaliera uguale all’attuale fino a quando il nuovo ospedale di Siracusa non sarà realtà. Allarme anche sulle possibili riduzioni nel parco ambulanze del 118, segnalate da alcuni amministratori.
I sindaci annunciano per lunedì un documento unitario da presentare in Commissione Salute all’ARS il prossimo 22 luglio, in cui chiederanno di mantenere l’attuale dotazione di 803 posti letto e di rinviare ogni riduzione a dopo l’effettiva apertura del nuovo presidio ospedaliero.
"Dire no a questa rete ospedaliera, in queste condizioni, è un atto di responsabilità – commentano Fucile e Gerratana –. Non possiamo legittimare l’attuale stato di abbandono della sanità siracusana, testimoniato da disservizi, carenze croniche e liste d’attesa insostenibili. È tempo di costruire una rete vera, partecipata, che coinvolga sindaci, famiglie, medici e volontariato, e che metta al centro il benessere della persona".
Il Partito Democratico chiede che la Regione eviti decisioni calate dall’alto, che rischiano di aumentare il disagio sanitario e sociale di migliaia di cittadini. Il territorio – è l’appello – vuole essere ascoltato.