Occhi lucidi e voce segnata dalla commozione. Il Prefetto Gradone saluta Siracusa: “è stata un’università di vita”

Prima di essere trasferito a Siena, Gradone ha voluto ripercorrere i suoi quattro anni a Siracusa, ringraziando tutti gli altri attori protagonisti del territorio: dalle Forze dell'Ordine ai sindacati

Occhi lucidi e voce segnata dalla commozione per quella che a suo dire è stata un’ “università di vita e professionale”. Così Armando Gradone, Prefetto di Siracusa prossimo al trasferimento a Siena, ha voluto sintetizzare i suoi 4 anni in città.

Un periodo lungo e pieno di impegni e problemi. Gradone ha dovuto infatti affrontare fin da subito l’emergenza migranti, pre e post Frontex, ma non solo. Continue manifestazioni sindacali, il caso delle mini elezioni a Rosolini e Pachino, l’emergenza per la gestione del servizio idrico e molto altro. Un ruolo da collante nel tentativo di risolvere i mille problemi di un territorio martoriato dalla crisi economica, sempre affrontati con professionalità e soprattutto con la stima degli altri attori.

Una stima che oggi si è palesata in un’aula magna del “Corbino” piena in ogni ordine di posto, tra Forze dell’Ordine, volontari di protezione civile, sindacati e il mondo della scuola. Perché in fondo, proprio come detto dal Prefetto, tutto parte dall’istruzione e dal mondo scolastico, anche la stima e il rispetto per le istituzioni, come quella che lui rappresenta.

La vita del Prefetto, si sa, è fatta di continui spostamenti da un luogo a un altro, ma se Siracusa ha perso il Prefetto Gradone, di sicuro nonostante la distanza non perderà contatto con l’uomo Armando.


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